Città del Vaticano

Scomunica sempre più vicina per i lefebvriani

La Santa sede ha fatto sapere mercoledì in una nota che le ordinazioni episcopali previste a Ecône per il prossimo 1. luglio porteranno alla rottura definitiva - La risposta del superiore generale: «Noi i veri cattolici»
Papa Leone XIV. ©Alessandra Tarantino
Dario Campione
15.05.2026 06:00

Dopo alcuni tentativi di mediazione, Leone XIV ha fatto sapere ai lefebvriani che le ordinazioni vescovili annunciate per il prossimo 1. luglio a Ecône, nel canton Vallese, porteranno alla rottura definitiva. Sarà scomunica.

La notizia è stata confermata mercoledì mattina direttamente dalla sala stampa della Santa sede con una «Dichiarazione» firmata dal cardinale argentino Víctor Manuel Fernández, prefetto del dicastero per la Dottrina della Fede: «In merito alla Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), si ribadisce quanto già comunicato. Le annunciate ordinazioni episcopali non hanno il corrispondente mandato pontificio. Questo gesto costituirà un atto scismatico; l’adesione formale allo scisma costituisce una grave offesa a Dio e comporta la scomunica stabilita dal diritto della Chiesa».

Il Santo Padre, ha aggiunto Víctor Manuel Fernández, «continua nelle sue preghiere a chiedere allo Spirito Santo di illuminare i responsabili della FSSPX affinché ritornino sui loro passi in merito alla gravissima decisione che hanno preso».

Dal perdono di Benedetto XVI, che il 21 gennaio 2009, attraverso la congregazione per i vescovi, decise la remissione della scomunica latae sententiae ai vescovi consacrati nel 1988 (i quali restavano comunque sospesi a divinis), sembra essere trascorso un tempo infinito.

Anche il gesto di apertura di papa Francesco, il quale stabilì - il 1. settembre 2015 - che nell’Anno santo della Misericordia chi si fosse confessato con i preti della FSSPX avrebbe «ricevuto validamente e lecitamente l’assoluzione», non ha fatto mai recedere i seguaci del vescovo francese Marcel Lefebvre dalle loro posizioni di intransigente conservatorismo e tradizionalismo.

Alla nota del cardinale Fernández ha risposto ieri il superiore generale della FSSPX, padre Davide Pagliarini, che sul sito ufficiale della Fraternità ha pubblicato una «Dichiarazione di fede cattolica indirizzata a Papa Leone XIV». Per più di cinquant’anni, «la Società di San Pio X si è sforzata di esporre alla Santa Sede il suo caso di coscienza di fronte agli errori che distruggono la fede e la morale cattolica. Purtroppo, tutte le discussioni sono state infruttuose e non tutte le preoccupazioni espresse sono state affrontate in modo veramente soddisfacente - scrive Pagliarini - Per più di cinquant’anni, l’unica soluzione davvero prevista dalla Santa Sede sembrano essere state le sanzioni canoniche. Con nostro grande rammarico, ci sembra quindi che il diritto canonico non venga usato per confermare nella fede, ma per allontanarsi da essa». Chi sbaglia, per i lefebvriani, è la Chiesa di Roma, che sta «distruggendo la fede e la morale».

Un dialogo impossibile tra chi predica sinodalità ed ecumenismo e chi pensa, ancora oggi, che «ogni uomo dev’essere membro della Chiesa cattolica per salvare la propria anima», una «necessità» che «riguarda l’intera umanità senza eccezione e include cristiani, ebrei, musulmani, pagani e atei senza distinzione».