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Sconti sui farmaci: il Controllo federale delle finanze boccia la vigilanza dell'UFSP

In un rapporto il CDF parla di un sistema «vasto, complesso, inefficace e opaco»
© CdT / Chiara Zocchetti
Ats
12.08.2026 23:00

Gli sconti concessi dall'industria farmaceutica restano in gran parte nelle tasche di medici, ospedali e farmacie, senza tradursi in un reale risparmio per i pazienti e le casse malattia. È quanto rileva il Controllo federale delle finanze (CDF) in un rapporto che critica severamente l'operato dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), parlando di un sistema «vasto, complesso, inefficace e opaco». Per legge, i fornitori di prestazioni - medici, farmacie e ospedali - sono tenuti a trasferire agli assicuratori e agli assicurati le agevolazioni ottenute sull'acquisto di medicamenti (tra cui sconti e ribassi). È inoltre loro vietato accettare o offrire vantaggi indebiti in relazione a farmaci soggetti a prescrizione medica.

Nel 2024, i costi dei farmaci a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) hanno raggiunto i 9,9 miliardi di franchi, pari a circa un quarto delle spese totali di tale assicurazione. Parallelamente, il CDF stima che l'industria farmaceutica abbia concesso ai fornitori di prestazioni vantaggi patrimoniali per circa 743 milioni di franchi all'anno. Tuttavia, di tale somma soltanto 88 milioni di franchi (il 12%) sono stati effettivamente trasferiti a casse malati e pazienti, mentre i fornitori di prestazioni ne hanno trattenuti 655 milioni (l'88%).

Secondo il CDF, circa la metà dell'importo complessivo è stata trattenuta in modo parzialmente illecito o senza che vi fosse un'adeguata controprestazione. Mentre il settore si difende sostenendo che si tratta di indennizzi per prestazioni equivalenti non soggette all'obbligo di ripercussione, il CDF evidenzia che 266 milioni derivano da deduzioni assimilabili a sconti reali.

L'autorità ritiene inoltre «sostanziale» anche uno sconto dell'1-2% sulle ordinazioni di grande entità o online e chiede che esso venga trasferito agli assicurati. Il CDF rileva inoltre che i produttori versano circa 98 milioni all'anno a medici e farmacie per campagne pubblicitarie, definendo tali pagamenti «talvolta sproporzionati».

Stime incerte e ruolo dei grossisti

Il CDF ammette che le proprie stime sono soggette a una notevole incertezza a causa dell'opacità del settore e della mancanza di dati aggiornati. L'ultimo studio conoscitivo sul tema risale al 2009, quando i vantaggi materiali (come consulenze, sponsorizzazioni di ricerche o partecipazioni a conferenze) venivano stimati a 1,2 miliardi di franchi all'anno. A complicare la situazione vi è il ruolo dei grossisti: quando questi agiscono tra produttori e fornitori di prestazioni, non hanno l'obbligo di rendere noti né di trasferire i vantaggi ottenuti dalle case farmaceutiche. Il dovere di ripercussione si applica infatti solo alle agevolazioni che i grossisti concedono a loro volta a medici e farmacie.

Controlli inefficaci e mancanza di sanzioni

L'UFSP, incaricato dal 2020 di vigilare sul rispetto dell'obbligo di ripercussione e abilitato a perseguire penalmente le violazioni, incassa dal CDF un giudizio insufficiente. Dal 2020 non è mai stata comminata alcuna sanzione penale, sebbene vi siano procedimenti in corso. L'UFSP ha giustificato il ritardo accumulato citando le priorità dettate dalla pandemia di COVID-19 e i tagli al personale. Il CDF critica anche il raggio d'azione dei controlli dell'UFSP, giudicando «un segnale errato» il fatto che l'ufficio verifichi solo gli studi medici (16%) e gli ospedali (24%) che hanno sottoscritto specifiche convenzioni - che consentono di trattenere fino al 49% dei vantaggi da destinare al miglioramento della qualità delle cure - tralasciando del tutto le farmacie e chi non ha stipulato alcun accordo.

Raccomandazioni e intervento DFI

Tra i punti positivi, il CDF menziona l'elaborazione di un piano di vigilanza (nel 2018 e 2023) e la creazione, all'inizio del 2025, di una piattaforma per i segnalatori anonimi di illeciti (whistleblower). Tra le raccomandazioni, il CDF chiede di raccogliere dati aggiornati, di estendere la trasparenza ai grossisti e di concentrare i controlli sui fornitori privi di convenzione, richiedendo un rendiconto annuale dei vantaggi per singolo farmaco. Se il sistema dovesse continuare a non funzionare, l'organo di controllo suggerisce un cambio di paradigma: un abbassamento generale dei prezzi dei medicamenti abbinato al divieto di principio di concedere sconti. L'UFSP ha accolto gran parte dei consigli, rifiutando tuttavia inizialmente l'estensione dei controlli sistematici per ragioni di risorse e basi legali. È dovuta intervenire la direttrice del Dipartimento federale dell'interno (DFI), la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, per confermare che l'UFSP attuerà la raccomandazione del CDF, pur ricordando che anche i Cantoni e le casse malati condividono la responsabilità della vigilanza nel settore.