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Scuola ticinese, la Lega: «Competenze in calo e riforme fallite»

La deputata Raffaella Zucchetti e altri co-firmatari chiedono al Consiglio di Stato chiarimenti sui risultati scolastici, accusando il DECS di aver abbassato il livello dell’insegnamento con le riforme degli ultimi anni
Red. Online
28.05.2026 13:16

I recenti risultati sulle competenze scolastiche degli allievi svizzeri e ticinesi sono finiti al centro di un’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata leghista Raffaella Zucchetti, cofirmata da diversi esponenti della Lega dei Ticinesi. Nel testo i firmatari esprimono forte preoccupazione per il livello delle competenze fondamentali in matematica, lettura e comprensione orale, facendo riferimento sia ai recenti dati pubblicati dai media svizzeri sia ai risultati degli studi PISA 2022, che avevano già evidenziato un calo delle prestazioni anche in Ticino rispetto alle precedenti rilevazioni. Secondo i deputati, ancora più allarmanti sarebbero alcuni studi accademici e statistici che mostrerebbero come una parte significativa di allievi ticinesi ottenga la sufficienza scolastica senza però possedere realmente le competenze fondamentali richieste, in particolare in matematica.

Critiche alle riforme del DECS

L’interrogazione punta direttamente il dito contro le riforme scolastiche introdotte negli ultimi anni dal Dipartimento educazione, cultura e sport (DECS). Secondo i firmatari, il modello scolastico sarebbe diventato progressivamente più «inclusivo», con «l’abbassamento delle esigenze, la riduzione della selettività, l’indebolimento dei livelli e una crescente burocratizzazione del lavoro del docente». Una strategia che, secondo i deputati, avrebbe contribuito a un abbassamento generale delle competenze di base degli allievi. «La sensazione diffusa tra molti docenti e genitori è che si sia privilegiata l’ideologia pedagogica rispetto alla qualità dell’insegnamento e alla trasmissione seria delle conoscenze», si legge nel testo. Da qui le domande al Governo

Le domande

- Come valuta il Consiglio di Stato i recenti risultati relativi alle competenze fondamentali degli allievi svizzeri e ticinesi in matematica, lettura e comprensione?

- Il Consiglio di Stato ritiene soddisfacente il fatto che una quota importante di allievi ottenga note sufficienti senza però raggiungere le competenze fondamentai reali?

- Quanti sono oggi, in Ticino, gli allievi che terminano la scuola dell’obbligo senza raggiungere le competenze minime in matematica e comprensione di testo?

- Il DECS dispone di dati cantonali aggiornati sul peggioramento delle competenze negli ultimi 10 anni? Se si, intende pubblicarli integramente?

- Il Consiglio di Stato ritiene che le numerose riforme scolastiche introdotte negli ultimi anni abbiano migliorato oppure peggiorato il livello medio degli allievi?

- Quali valutazioni sono state fatte sugli effetti concreti dell’insegnamento «livellato verso il basso» e della progressiva riduzione della selettività scolastica?

- È vero che in alcuni casi gli insegnanti sono spinti, implicitamente o esplicitamente, a evitare insufficienze e bocciature?

- Il Consiglio di Stato ritiene ancora sostenibile un sistema scolastico nel quale il raggiungimento delle competenze reali non coincide più necessariamente con le valutazioni scolastiche?

- Quali misure concrete intende adottare il DECS per rafforzare l’insegnamento delle materie fondamentali – in particolare italiano e matematica – invece di moltiplicare progetti teorici, amministrativi o ideologici?

- Il Consiglio di Stato è disposto a rimettere in discussione alcune riforme scolastiche degli ultimi anni qualora emergesse che esse hanno contribuito ad un abbassamento generale del livello scolastico?

- Non ritiene il Consiglio di Stato che il vero obiettivo della scuola debba tornare ad essere la preparazione solida degli allievi e non la semplice promozione statistica o l’eliminazione artificiale delle differenze di rendimento?