Russia

Se il reclutamento di Mosca passa da falsi annunci per trovare lavoro

L'onda lunga della guerra in Ucraina sta avendo dei riverberi anche dall'altra parte del mondo: fino all'America Latina – Da El Salvador e dalla Repubblica Dominicana sono giunte segnalazioni riguardo annunci di impiego fittizi e viaggi turistici che in realtà celerebbero la volontà di schierare nuove forze al fronte
© Dmitri Lovetsky
Red. Online
19.09.2026 20:30

Una promessa di lavoro allettante e ben retribuita, una buona possibilità per trovare un impiego oppure un viaggio organizzato per una meta lontana. Peccato però che queste proposte nascondessero in realtà un reclutamento per le forze armate russe. L'onda lunga della guerra in Ucraina sta avendo dei riverberi anche dall'altra parte del mondo: fino all'America Latina. Negli scorsi giorni, infatti sono stati segnalati «falsi annunci di lavoro e viaggi turistici» in diversi Paesi del continente sudamericano. Il tutto sarebbe però soltanto un pretesto «per reclutare cittadini da inviare a combattere per la Russia al fronte ucraino». A riferire la notizia è il portale Infobae che raccoglie le principali notizie latinoamericane, riportato dall'ANSA. Secondo le informazioni in suo possesso, una rete di intermediari avrebbe coinvolto cittadini di El Salvador e della Repubblica Dominicana. Diverse persone sarebbero state attirate in Russia con la promessa di impieghi ben pagati e, una volta giunte sul posto, sarebbero però state indirizzate verso il reclutamento militare al fronte in Ucraina.

Contratti di arruolamento

Un caso che avrebbe avuto anche delle implicazioni piuttosto gravi, come riporta il portale: «In alcuni casi, i familiari hanno denunciato di aver perso i contatti con i propri congiunti». Nella Repubblica Dominicana, si è attivato anche il Comitato dominicano per i diritti umani (CDDH) che avrebbe riferito di circa 150 cittadini «reclutati con false promesse di lavoro e trasferiti in Russia». L'organizzazione segnala inoltre almeno 50 dominicani partiti tra giugno e agosto per combattere al fianco delle forze russe in Ucraina dopo aver firmato contratti di arruolamento. «Sono partiti firmando un contratto praticamente come mercenari», ha dichiarato il coordinatore del CDDH Carlos Manuel Sánchez Díaz. Secondo l'organizzazione, ai combattenti sarebbero state offerte somme iniziali che si aggirano tra gli 8.000 e i 16.000 dollari. Nonché indennizzi fino a 500.000 dollari alle famiglie in caso di morte dell'arruolato.

Le prime sanzioni di Trump

Intanto, sempre Oltreoceano, il Congresso statunitense ha varato nelle scorse ore il primo pacchetto di sanzioni contro la Russia sotto l'amministrazione di Donald Trump. Una mossa volta, naturalmente, a privare il presidente Vladimir Putin delle risorse finanziarie necessarie per portare avanti la guerra contro l'Ucraina. L'ultimo via libera è arrivato da parte della Camera, dopo quello dato dal Senato in luglio. Un pacchetto, definito come «ampio», dato che colpisce «funzionari e pilastri dell'economia della Russia». Il provvedimento ora passa nelle mani del presidente Trump per la firma e la sua promulgazione. Si tratta, come riferiscono le agenzie di stampa, «dell'iniziativa legislativa più significativa contro Mosca da quando Trump è tornato alla Casa Bianca». In particolare, le sanzioni prendono di mira i settori russi dell'energia e della difesa, Putin e altri alti funzionari, nonché la cosiddetta «flotta ombra» di petroliere usata da Mosca per aggirare le sanzioni occidentali. Il provvedimento conferisce inoltre a Trump il potere di imporre dazi fino al 100% sui principali acquirenti di petrolio e gas russi, includendo potenzialmente anche la Cina e l'India, «nel tentativo di bloccare i flussi di entrate che finanziano la guerra di Mosca».

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