Se la guerra arriva negli Stati Uniti attraverso l’acqua potabile

Non solo Hormuz e il petrolio: ora l’onda lunga della guerra in Iran ha colpito gli Stati Uniti dall’interno, passando dai condotti dell'acqua potabile. Sono almeno una dozzina, infatti, gli Stati americani vittime nello scorso mese di cyberattacchi mirati che hanno messo nel mirino i sistemi idrici locali. A riportare la notizia è stata l'emittente Cbs News, in base a fonti ben informate, secondo cui sarebbero stati coinvolti Michigan, Minnesota, Georgia, New Jersey e South Dakota. In particolare, in Minnesota sono stati colpiti oltre 30 sistemi idrici locali. Secondo le prime informazioni trapelate, riportate dalle agenzie di stampa, c'è il sospetto che dietro a questa offensiva virtuale ci sia la mano di alcuni hacker sostenuti dall'Iran.
Già la scorsa settimana
Una prima segnalazione di problemi in questo senso era già stata riferita dal New York Times alla fine della scorsa settimana, quando sette Stati avevano lamentato problemi e malfunzionamenti alla loro rete idrica. Tra questi figuravano già Minnesota (il primo a segnalare gli attacchi cyber) e Michigan. Anche in questo caso, secondo le fonti del NYT, dietro ai problemi ci sarebbero stati hacker da parte iraniana. Eppure, in quell'occasione, riferendosi al Minnesota, il presidente Donald Trump aveva «liquidato» rapidamente la questione scaricando le responsabilità sul governatore dem Tim Walz.
Il controllo dell'acqua
In Georgia, la Clayton County Water Authority, che serve ben 300 mila utenze nell'area di Atlanta, ha denunciato un'attività informatica avvenuta il mese scorso che ha causato un calo della pressione dell'acqua e ha costretto l'ente a emettere un avviso di disservizio, spiega l'ANSA. «Alcuni enti gestori hanno perso funzionalità critiche di controllo remoto, costringendo gli operatori a passare alla modalità manuale». In diversi casi, gli hacker hanno ottenuto l'accesso remoto a pompe, valvole e sistemi di controllo della pressione dell'acqua.
Perdita di funzionalità
La questione è delicata. Ad essere messi sotto scacco del cyberattacco sono stati anche i sistemi informatici (i più vulnerabili) che regolano e tengono costantemente monitorati i parametri dell’acqua potabile. Nessun segnale finora di un deterioramento della qualità dell’acqua o di una qualsiasi alterazione che potesse renderla non più bevibile e utilizzabile per le faccende quotidiane. Secondo le autorità, gli attacchi non hanno avuto ripercussioni sull'acqua potabile, che è rimasta sicura, bevibile e utilizzabile normalmente. Il 30 luglio, FBI, l'Agenzia per la protezione dell'ambiente (EPA) e l'Agenzia per la sicurezza informatica e delle infrastrutture (CISA) hanno avvertito che alcuni attori della minaccia informatica avevano ottenuto l'accesso remoto alle infrastrutture online dei sistemi idrici e di gestione delle acque reflue in almeno sette stati, «causando la perdita di funzionalità di monitoraggio e controllo». La preoccupazione – come si può facilmente immaginare – è che un meccanismo simile possa ripetersi in futuro e comportare conseguenze ben più gravi.
