Ticino

Semafori sul Piano di Magadino, Marchesi torna alla carica: «Più colonne e ritardi, il contrario di quanto promesso»

Il consigliere nazionale UDC interroga nuovamente il Consiglio federale sul sistema di gestione del traffico tra Cadenazzo e Quartino: «I primi riscontri indicano più colonne, maggiori attese e continui stop and go», denuncia – E chiede se sia opportuno sospendere l'estensione del progetto
Red. Online
14.09.2026 17:24

Piero Marchesi torna alla carica sulla gestione del traffico sul Piano di Magadino. In una nuova domanda rivolta al Consiglio federale, il consigliere nazionale UDC mette sotto la lente il funzionamento del sistema di gestione del traffico lungo la strada tra Cadenazzo e Quartino, contestando i primi risultati della semaforizzazione.

«Il Consiglio federale sosteneva che la semaforizzazione avrebbe fluidificato il traffico sulla strada Cadenazzo-Quartino. I primi riscontri indicano invece più colonne, maggiori attese e continui stop and go, con aumenti importanti dei tempi di percorrenza», scrive Marchesi.

Alla luce di queste criticità, il consigliere nazionale chiede a Berna come valuti quello che definisce un «preoccupante peggioramento» e se intenda intervenire con i necessari correttivi. Marchesi domanda inoltre se, considerati i risultati finora osservati, sia opportuno sospendere l'estensione del progetto fino a Quartino.

Il precedente del 2019

Non è la prima volta, ricordiamo, che Marchesi interviene sulla questione. Il consigliere nazionale aveva già presentato un'interrogazione sul progetto dell'USTRA, sollevando dubbi sull'introduzione del nuovo sistema di gestione del traffico.

La vicenda affonda le radici nel progetto cantonale bocciato alle urne nel 2019. Allora il Gran Consiglio aveva approvato un credito di 3,3 milioni di franchi per un sistema di semafori sul Piano di Magadino. Il progetto era stato contestato da un comitato interpartitico, che aveva raccolto oltre 13'000 firme per il referendum. Nel maggio 2019, la popolazione ticinese aveva respinto il credito con il 73,1% di voti contrari. Successivamente, la competenza della strada è passata alla Confederazione. Dal 2020 l'arteria è infatti di proprietà dell'USTRA, che ha elaborato un nuovo progetto basato su un sistema dinamico di gestione del traffico.

Proprio in risposta a una precedente interrogazione di Marchesi, il Consiglio federale aveva sottolineato che il nuovo intervento «si distanzia in modo sostanziale» dal progetto cantonale bocciato alle urne e che, di conseguenza, non sarebbe in contrasto con la volontà espressa dalla popolazione ticinese. Ma ora Marchesi chiede nuovamente a Berna di fare i conti con la realtà della strada e con i primi risultati del sistema.