Sentiero comunale finisce in un varco abusivo: «Stop a transiti impropri»

Tiziano Pasta, consigliere comunale per il gruppo UDC-UDF di Mendrisio, ha inoltrato una segnalazione formale al Municipio di Vacallo e all’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini in merito al tratto finale di un sentiero comunale situato sul mappale 451 RFD, in prossimità del confine con l’Italia. Un terreno di cui è anche proprietario sul lato svizzero. Il punto sollevato è semplice, si legge in una nota inviata in redazione: «Nessuno contesta che un sentiero comunale possa giungere fino al limite del territorio svizzero. Ciò che invece non può essere accettato è che, al termine del percorso, la prosecuzione verso l’Italia avvenga di fatto attraverso un varco abusivo aperto in una rete di confine divelta o tagliata, situazione che non corrisponde a un valico ufficiale né a un passaggio formalmente riconosciuto».
«Situazione ambigua»
In assenza di sbarramenti, segnaletica adeguata e una regolamentazione del tratto terminale, sottolinea Pasta, si crea una «situazione gravemente ambigua», che rischia di normalizzare un comportamento irregolare: la prosecuzione oltre confine attraverso un’apertura abusiva nella rete. La questione, rincara Pasta, non riguarda soltanto lui in qualità di proprietario direttamente interessato sul lato svizzero, ma coinvolge anche la sicurezza e la qualità di vita dei residenti delle zone di Via Dosso Lugano e Via Loco. «Chi accede impropriamente da quel punto finisce infatti inevitabilmente per riversarsi nel comparto abitato di queste zone, con ricadute sulla tranquillità del quartiere, sulla percezione di sicurezza dei residenti e sulla corretta gestione del territorio comunale».
Cosa si chiede nella segnalazione
Per questo motivo, nella segnalazione si chiede che il sentiero sia considerato percorribile esclusivamente fino al limite del territorio svizzero; che il tratto finale venga chiuso o interrotto prima del varco abusivo; che venga installata una segnaletica chiara (fine sentiero, fine territorio svizzero, divieto di prosecuzione, assenza di valico autorizzato); che le autorità competenti intervengano per la chiusura del varco e il ripristino della legalità. «Non si tratta di una polemica politica, ma di una questione di ordine pubblico, chiarezza amministrativa e sicurezza», sottolinea Pasta. «Un Comune non può lasciare che un proprio sentiero termini, senza regolamentazione, in corrispondenza di un’apertura abusiva nella rete di frontiera, creando di fatto le condizioni per transiti impropri e non controllati».
