«Senza questa riforma più rinunce e compromessi»

La nascita di un’unica cooperativa di gruppo segna una svolta storica e apre nuovi interrogativi anche in Ticino. Quali saranno i vantaggi della riorganizzazione e quali i compromessi? Quale sarà il futuro dei posti di lavoro e come verranno tutelati i rapporti con i produttori locali? Ne parliamo con il direttore di Migros Ticino.
Direttore Keller, quali saranno, concretamente, le principali conseguenze per Migros Ticino?
«Per quanto riguarda i supermercati e il personale di filiale sostanzialmente non cambierà nulla. Anche nell’approvvigionamento, Migros continuerà a mantenere forte il radicamento al territorio, potendo però approfittare della forza collettiva di un’unica entità».
Come si traduce nella pratica questa «forza collettiva»?
«Il vantaggio concreto sta nel fatto che questo passo ci permette un salto di qualità nell’ambito degli investimenti, per ammodernare ed espandere la rete di vendita. Avremo così modo di mantenere posti di lavoro in Ticino sul lungo periodo, migliorando nel contempo l’efficienza operativa, l’offerta e l’esperienza d’acquisto della clientela ticinese».
Migros Ticino ha sostenuto all’unanimità questa riforma?
«Il Presidente di Migros Ticino e la Direzione della Cooperativa hanno sostenuto con forza il progetto della Cooperativa unica e sono convinti che quest’ultimo porterà dei benefici per l’azienda, che avrà maggior forza per operare in un Cantone di frontiera come il nostro, con un contesto competitivo e sfidante. Ripeto: il Ticino potrà approfittare di una Migros più forte e capace di investire nel nostro territorio maggiormente rispetto alla singola Cooperativa regionale, garantendo così posti di lavoro a lungo termine».
Era l’unica via percorribile?
«Anche in assenza di questo progetto nazionale, l’evoluzione economica della nostra Cooperativa avrebbe comunque imposto delle collaborazioni molto più strette con altre entità del Gruppo Migros e dei compromessi e delle rinunce».
Parla di compromessi: con la nuova struttura, quanta autonomia manterrà Migros Ticino nelle decisioni?
«Le decisioni verranno prese a livello di Gruppo, ma la regione commerciale Ticino e Moesano avrà un’organizzazione regionale focalizzata sui bisogni della clientela locale».
La direzione generale di Migros ha rassicurato che non sono previsti tagli. Sarà così anche in Ticino?
«Fino al 30 giugno del 2028 non vi saranno cambiamenti. A partire da quella data, la struttura verrà ripensata in vista della Cooperativa di gruppo, ma Migros agirà sempre in maniera coscienziosa e opererà in qualità di azienda nazionale responsabile».
È stato detto che i cambiamenti maggiori riguarderanno il personale amministrativo. Il ruolo di direttore regionale verrà mantenuto?
«Sì, anche in futuro vi sarà un responsabile per la regione di vendita Ticino e Moesano. Per quanto riguarda l’amministrazione, a partire dal 30 giugno del 2028, vi saranno inevitabilmente delle ridondanze. Pensiamo però di riuscire a gestirle tramite pensionamenti e ricollocamenti interni nel corso delle varie fasi del progetto che si estenderanno per diversi anni».
Quanto hanno pesato la concorrenza interna e il turismo degli acquisti nella decisione di riorganizzare Migros?
«Si tratta di una decisione nazionale presa a livello di Gruppo, quindi il turismo degli acquisti in tal senso è un fenomeno che non colpisce altre realtà Migros tanto quanto Migros Ticino. Il progetto VIA presentato oggi (ieri per chi legge, ndr) alla Svizzera ha però chiaramente l’obiettivo di rendere Migros più agile, coesa, coordinata e incisiva. Va da sé che il turismo degli acquisti fa sì che oggi una Cooperativa regionale come la nostra, l’unica ancora domiciliata in Ticino, non raggiunga la massa critica per continuare a operare in maniera indipendente».
Quando verrà attuata la riorganizzazione in Ticino?
«Migros Ticino sin dal 2022 sta attuando una profonda riorganizzazione volta a migliorare la propria efficienza operativa. I prossimi passi verso la Cooperativa di gruppo Migros si concretizzeranno dopo la metà del 2028».
I soci di Migros Ticino potranno votare sulla riforma? Cosa succederà se la maggioranza dovesse respingerla?
«Sì, potranno votare. Se non dovesse essere accolta dai 2,3 milioni di socie e soci di Migros, verrebbe senz’altro ripensata e riproposta con degli accorgimenti».
Di fronte a questa centralizzazione, come verrà tutelata la regionalità di Migros Ticino, in particolare per quanto riguarda i prodotti locali e i rapporti con i produttori ticinesi?
«La vicinanza al territorio resta un elemento identitario di Migros. La nuova struttura rispetta la nostra autonomia regionale. Il legame tra identità locale e forza collettiva è fondamentale. Come già espresso in precedenza, anche nell’approvvigionamento, Migros continuerà a mantenere forte il radicamento al territorio. La regione commerciale gestirà i contatti con i produttori locali».
La riorganizzazione porterà prezzi più bassi e vantaggi concreti per i clienti ticinesi?
«Sì. Il focus di Migros rimane sui clienti, che da questa riorganizzazione beneficeranno di vantaggi concreti. Non solo in termini di offerta e prezzi, ma anche grazie ai programmi CUMULUS e Famigros, che verranno estesi e rafforzati».
Quali cambiamenti potranno notare i clienti ticinesi nei supermercati dopo la riorganizzazione?
«Idealmente nessuno, perché la rivitalizzazione e l’espansione della rete e l’applicazione della nuova strategia dei supermercati di Migros sono già in atto da tempo anche alle nostre latitudini, anche se richiederanno ancora anni».
