Servizio pubblico e reddito di base: no

BERNA - I cinque temi federali in votazione: l'iniziativa "A favore del servizio pubblico", quella "Per un reddito di base incondizionato" (che ha catturato l'attenzione anche dei media esteri) e sull'iniziativa "Per un equo finanziamento dei trasporti". Gli altri due oggetti federali sono la modifica della legge sulla medicina della procreazione (LPAM) e la modifica della legge sull'asilo (LAsi).
17.27 - Le procedure nel settore dell'asilo devono essere accelerate e centralizzate. Seguendo governo e parlamento, il popolo svizzero ha accolto oggi in modo netto la riveduta legge in materia, difesa a spada tratta dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga e invisa all'UDC - che aveva lanciato il referendum - così come a una parte della sinistra. Il testo è stato approvato dal 66,8% dei votanti (1'616'286 voti contro 804'016). La partecipazione è stata del 46,2%. Tutti i cantoni si sono espressi in modo affermativo, con percentuali che vanno dal timido 55,8% del Ticino all'eclatante 74,1% di Basilea Città. Nei Grigioni i "sì" sono stati vicini alla media nazionale (66,6%). In linea generale, i cantoni romandi sono stati tendenzialmente più favorevoli, ad eccezioni di Ginevra, che si è fermato al 59,9%. Alta la percentuale di sì anche a Zurigo (70,1%), Berna (68,5%) e Basilea Campagna (68,4%), mentre nella Svizzera centrale e ad Appenzello Interno (56,0%) la legge è stata accolta in modo più misurato.
16.47 - Nessuna possibilità per l'iniziativa sul servizio pubblico: la proposta di modifica costituzionale è stata respinta dal 67,6% della popolazione e da tutti i cantoni. I meno contrari sono stati Giura (58,6% di no), Neuchâtel (58,7%) e Ticino (62,1%), mentre i più decisi si sono mostrati Obvaldo (73,1%), Ginevra (72,6%), Vaud (72,1%) e Grigioni (71,4%). L'iniziativa è riuscita in un compito più unico che raro, quello di riunire contro di sé tutto l'arco costituzionale e l'insieme del mondo economico, dalle organizzazioni padronali e alle lobby sindacali. La proposta di modifica costituzionale era partita bene nei sondaggi ma il consenso è andato poi spegnendosi, anche grazie alla massiccia campagna dei contrari. Il dibattito però prosegue. Il consigliere nazionale Corrado Pardini (PS/BE) ha ad esempio annunciato che intende presentare un atto parlamentare per limitare a mezzo milione di franchi gli stipendi dei dirigenti di FFS, Swisscom e Posta.
16.46 - Chiaro "no" all'iniziativa "Per un equo finanziamento dei trasporti", detta anche della "vacca da mungere": i voti contrari sono stati pari al 70,8% e nessun cantone si è espresso a favore. L'affluenza alle urne è stata del 46,8%. I risultati definitivi indicano che la proposta, sostenuta dalla lobby automobilistica e da singoli rappresentanti dei partiti di centro destra, è stata bocciata con 709'752 voti contro 1'719'322. Campioni del "no" sono risultati Vaud (77,1%), Basilea Città (75,7%) e Ginevra (75,6%) mentre il rifiuto più tiepido è venuto da Svitto (63,0%) e dal Ticino (66,0%).
16.45 - Gli svizzeri hanno detto per la seconda volta "sì" alla diagnosi preimpianto (DPI) sugli embrioni in vitro: la maggioranza del popolo (62,4%) e dei Cantoni - solo tre contrari - hanno infatti accolto la modifica della Legge sulla medicina della procreazione (LPAM) che autorizza l'esecuzione di questo tipo di esame nel caso di coppie portatrici di gravi malattie ereditarie o che non possono avere figli in modo naturale. Ticino e Grigioni hanno accolto la riforma rispettivamente con il 57,9% e il 54,8% di voti favorevoli.
16.35 - La nuova legge sull'asilo è stata ufficialmente approvata. A favore si è espresso il 66,8% degli aventi diritto di voto. L'oggetto, difeso dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga, è stato accolto da tutti i cantoni. La normativa mira ad accelerare e centralizzare le procedure, offrendo ai richiedenti una protezione giuridica più ampia e gratuita.
15.22 - L'idea di un reddito di base versato a tutti incondizionatamente non ha sedotto gli svizzeri. La maggioranza dei cantoni ha chiaramente respinto oggi l'iniziativa in questo senso lanciata da un comitato di cittadini senza appartenenza politica. Il testo era sostenuto solo dai Verdi svizzeri.
15.09 - Il comitato "No a questa LPAM" si rammarica dell'accettazione da parte del popolo della modifica della legge sulla medicina della procreazione e chiede al Consiglio federale di mantenere la promessa e porre sotto stretto controllo l'applicazione della diagnosi preimpianto (DPI). La legalizzazione della DPI alle condizioni attuali continua a dissimulare rischi sia etici che morali, indica il comitato in un comunicato. "Per la prima volta, la vita umana, dall'inizio del suo sviluppo, diventa valutabile e commercializzabile", costata con preoccupazione Christine Häsler, consigliera nazionale dei Verdi. Häsler teme che le tendenze eugeniche di questa legge sulla procreazione medicalmente assistita, che lo stesso consigliere federale Alain Berset ha costatato, siano ora iscritte nella legge e che in tal modo sia stabilita una mentalità pericolosa. La pressione sociale sulle persone portatrici di handicap e le loro famiglie aumenterà, sottolinea. Da parte sua Marianne Streiff, consigliera nazionale del Partito evangelico (PEV), formazione che aveva lanciato il referendum contro la legge, teme che l'applicazione della DPI sarà insidiosamente estesa.
15.05 - Con 130 comuni scrutinati su 130, ecco i risultati definitivi del voto in Ticino sui cinque temi federali:
"A favore del servizio pubblico": 37,9% sì e 62,1% no.
"Per un reddito di base incondizionato: 21,9% sì e 78,1% no
"Per un equo finanziamento dei trasporti: 34% sì e 66% no.
"Legge sulla medicina della procreazione": 57,8% sì e no 42,2%.
"Legge sull'asilo": 55,8% sì e 44,2% no.
15.00 - Dopo 128 comuni su 130, ecco l'andamento del voto in Ticino sui cinque temi federali:
"A favore del servizio pubblico": 38% sì e 62% no.
"Per un reddito di base incondizionato: 22% sì e 78% no
"Per un equo finanziamento dei trasporti: 34,1% sì e 65,9% no.
"Legge sulla medicina della procreazione": 57,8% sì e no 42,2%.
"Legge sull'asilo": 55,7% sì e 44,3% no.
14.57 - Secondo il consigliere agli Stati Filippo Lombardi, membro del comitato contrario, il voto sulla "vacca da mungere" mette fine alla guerra di religione tra strada e ferrovia. "Il voto odierno ha inviato un segnale chiaro: il popolo vuole che si attribuiscano mezzi finanziari alla strada, ma in modo equilibrato".
14.43 - L'iniziativa per il servizio pubblico è ufficialmente stata respinta: la maggioranza dei cantoni si è infatti opposta alla modifica costituzionale. Finora tutti i cantoni si schierano nettamente per il no, con percentuali che vanno dal 64% a al 67%. L'ultima proiezione SSR dà i contrari al 67%.
14.41 - Dopo 127 comuni su 130, ecco l'andamento del voto in Ticino sui cinque temi federali:
"A favore del servizio pubblico": 37,8% sì e 62,2% no.
"Per un reddito di base incondizionato: 21,8% sì e 78,2% no
"Per un equo finanziamento dei trasporti: 34,2% sì e 65,8% no.
"Legge sulla medicina della procreazione": 57,7% sì e no 42,3%.
"Legge sull'asilo": 55,6% sì e 44,4% no.
14.39 - L'iniziativa "A favore del servizio pubblico è stata respinta dalla maggioranza dei cantoni.
14.20 - Dopo 126 comuni su 130, ecco l'andamento del voto in Ticino sui cinque temi federali:
"A favore del servizio pubblico": 37,8% sì e 62,2% no.
"Per un reddito di base incondizionato: 21,9% sì e 78,1% no
"Per un equo finanziamento dei trasporti: 34,2% sì e 65,8% no.
"Legge sulla medicina della procreazione": 57,7% sì e no 42,3%.
"Legge sull'asilo": 55,6% sì e 44,4% no.
14.22 - Si profila un chiaro no all'iniziativa "Per un equo finanziamento dei trasporti", detta anche della "vacca da mungere": secondo una proiezione dell'istituto Gfs.bern, i "no" si attesterebbero al 70%.
I primi risultati definitivi indicano che tale soglia è stata superata nei Grigioni (74,2%), Lucerna (73,1%), Uri (71,3%) e Appenzello esterno ( 70,7%), e avvicinata a Nidvaldo (68,1%), Sciaffusa (68,0%) Soletta (67,8%), Argovia (67,7%), Glarona (67,2%) e Obvaldo (67,0%). Sopra il 70% anche Zurigo, stando a previsioni relative a unicamente quel cantone.
Gli ultimi sondaggi condotti prima della votazione per conto della SSR indicavano una quota di voti contrari pari al 49%, mentre i sostenitori si fermavano al 40%. Nel giro di due settimane il trend negativo ha quindi subito una brusca accelerazione.
In una prima reazione il consigliere nazionale, e direttore dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) Hans-Ulrich Bigler, ha detto alla tv svizzero tedesca SRF che "il trend è chiaro". L'iniziativa, ha affermato, era comunque necessaria visto il congestionamento del traffico.
Andreas Burgener, direttore dell'associazione degli importatori Auto-Svizzera, si è detto deluso ma nel contempo combattivo: "la lotta va avanti", ha detto Burgener riferendosi ai prossimi dibattiti parlamentari. Sul fronte opposto il consigliere nazionale Jürg Grossen (Verdi Liberali/BE) ha indicato che quello proposto non era per nulla un finanziamento equo: grazie al no popolare non si apriranno voragini nella casse federali.
Tra i partiti di governo solo l'UDC si era schierata a favore dell'iniziativa, che chiedeva di impiegare il prodotto netto dell'imposta sui carburanti esclusivamente per finanziare spese connesse alla circolazione stradale. Si tratta di un importo di 3 miliardi di franchi: attualmente, la metà di questi introiti - 1,5 miliardi - confluisce nella cassa generale della Confederazione
L'attenzione, dopo il voto odierno, si sposta ora sul Consiglio nazionale chiamato ad esaminare il prossimo 15 giugno il progetto FOSTRA, ossia il Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato, considerato una proposta alternativa non ufficiale alla "vacca da mungere".
Il Consiglio degli Stati, relativamente a questo progetto, ha già deciso nella sessione di primavera di destinare alla strada 760 milioni di franchi supplementari. La "mucca da mungere", sebbene sia sta respinta, è stata di grande utilità, ha commentato il presidente dell'USAM Jean-François Rime, dato che ha alimentato il dibattito sulle rivendicazioni avanzate dalla lobby stradale. L'importante è ora che il parlamento aumenti al 60% la quota delle tasse sui carburanti destinate alla strada.
14.20 - Dopo 125 comuni su 130, ecco l'andamento del voto in Ticino sui cinque temi federali:
"A favore del servizio pubblico": 37,9% sì e 62,1% no.
"Per un reddito di base incondizionato: 21,9% sì e 78,1% no
"Per un equo finanziamento dei trasporti: 34,2% sì e 65,8% no.
"Legge sulla medicina della procreazione": 57,7% sì e no 42,3%.
"Legge sull'asilo": 55,7% sì e 44,3% no.
14.13 - Si profila un chiaro sì alla Modifica della legge sulla medicina della procreazione (LPAM): dopo i risultati di 10 cantoni - UR, OW, NW, LU, GL, SO, SH, GR, AG, AR - solo due - OW e AR - hanno respinto la riforma che permetterebbe alle coppie che rischiano di trasmettere malattie genetiche o che hanno difficoltà ad avere figli in modo naturale di effettuare la Diagnosi preimpianto sugli embrioni in vitro. Il cantone che ha registrato i maggiori voti favorevoli è Argovia (57,93%) seguito da Glarona (57,56%), Lucerna (57,30%), Soletta (56,12%), Nidvaldo (55,19%), Grigioni (54,78%), Sciaffusa (53,02%). Ad Uri la revisione della legge è passata con il 50,74% di sì mentre è stata bocciata seppur di poco a Obvaldo, dove la percentuale di voti favorevoli è stata del 49,72%, e ad Appenzello esterno (49,51% di sì).
14.06 - Si profila un chiaro "sì" alla nuova legge sull'asilo, difeso a spada tratta dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga. Stando alle proiezioni elaborate dall'istituto gfs.bern per conto della SSR i favorevoli raggiungerebbero il 66% dei votanti.
La tendenza è confermata anche da diversi risultati cantonali definitivi: i favorevoli sono il 66,62% nei Grigioni, il 61,01% a Nidvaldo, il 65,26% a Soletta, il 57,14% a Obvaldo, il 67,60% a Lucerna, il 61,31% a Uri, 64,45% ad Argovia e il 63,55% a Sciaffusa.
La normativa mira ad accelerare e centralizzare le procedure, offrendo ai richiedenti una protezione giuridica più ampia e gratuita. L'UDC, all'origine del referendum, criticava in particolare quest'ultimo punto, così come la possibilità, per Confederazione e Cantoni, di usare in casi estremi lo strumento dell'esproprio di beni immobili per costruire centri per candidati all'asilo.
Era contraria anche una minoranza della sinistra: temeva che i diritti dei richiedenti non sarebbero più stati garantiti visti i brevi termini per il ricorso. Non piaceva nemmeno la mancata possibilità di depositare una domanda d'asilo in ambasciata. In base alla nuova legge, la maggioranza dei richiedenti, quelli per i quali non sono necessari ulteriori approfondimenti, seguiranno una procedura accelerata. Il loro caso andrà ultimato in 100 giorni, eventuale rinvio incluso. Durante questo periodo saranno alloggiati in sei centri della Confederazione fino al loro eventuale allontanamento dalla Svizzera.
Per coloro che hanno già presentato una domanda in un altro Stato Dublino, il termine per la decisione definitiva salirà a 140 giorni. Se per decidere saranno necessarie indagini supplementari, i richiedenti saranno attribuiti, come finora, ai Cantoni per la procedura ampliata.
Quest'ultima andrà conclusa entro un anno, con decisione passata in giudicato, e i richiedenti con una decisione negativa dovranno lasciare la Svizzera entro questo termine. Come finora, l'allontanamento spetterà ai Cantoni.
La legge contempla anche la possibilità, già esistente, di utilizzare le strutture militari, come la caserme, quali centri per far fronte ad una eventuale penuria di posti nei centri della Confederazione.
14.05 - Si profila un netto "no" all'iniziativa popolare "Per un reddito di base incondizionato". Stando alle proiezioni dell'istituto gfs.bern diffuse dalla SSR la modifica della Costituzione, che chiede alla Confederazione di istituire un reddito di base versato senza contropartita a tutti, verrebbe respinta con il 78% dei voti.
Il testo è per ora stato rigettato da tutti i cantoni scrutinati con una percentuale che non va al di sotto dell'80%: Glarona (81,8%), Nidvaldo (84,9%), Grigioni (83%), Soletta (80.9%), Obvaldo (81,3%), Lucerna (81,6%), Uri (81,7%), Argovia (81,5%) e Sciaffusa (81,1%).
Anche i risultati parziali dei cantoni di Ginevra, Vaud, Basilea e Zurigo confermano questa tendenza (66,3%, 75,1%, 65,4% e 75,7%).
Il testo voleva offrire a tutta la popolazione la possibilità di condurre un'esistenza dignitosa e di partecipare alla vita pubblica. Berna avrebbe dovuto versare ad ognuno un reddito da definire. Il Consiglio federale e tutti i partiti, eccetto i Verdi, invitavano a respingere l'iniziativa.
14.01 - Dopo 120 comuni su 130, ecco l'andamento del voto in Ticino sui cinque temi federali:
"A favore del servizio pubblico": 38,5% sì e 61,5% no.
"Per un reddito di base incondizionato: 21,4% sì e 78,6% no
"Per un equo finanziamento dei trasporti: 34,2% sì e 65,8% no.
"Legge sulla medicina della procreazione": 57,2% sì e no 42,8%.
"Legge sull'asilo": 57,2% sì e 42,8% no.
14.01 - Dopo 118 comuni su 130, ecco l'andamento del voto in Ticino sui cinque temi federali:
"A favore del servizio pubblico": 38,5% sì e 61,5% no.
"Per un reddito di base incondizionato: 21,3% sì e 78,7% no
"Per un equo finanziamento dei trasporti: 34,3% sì e 65,7% no.
"Legge sulla medicina della procreazione": 57,3% sì e no 42,7%.
"Legge sull'asilo": 55,2% sì e 44,8% no.
13.54 - Dopo 116 comuni su 130, ecco l'andamento del voto in Ticino sui cinque temi federali:
"A favore del servizio pubblico": 38,6% sì e 61,4% no.
"Per un reddito di base incondizionato: 21.3% sì e 78,7% no
"Per un equo finanziamentodei trasporti: 34.4% sì e 65,6% no.
"Legge sulla medicina della procreazione": 57,2% sì e no 42,8%.
"Legge sull'asilo": 55,2% sì e 44,8% no.
13.44 - L'iniziativa sul servizio pubblico aveva un titolo allettante, ma i votanti hanno letto il testo e si sono accorti che i promotori volevano tornare agli anni 90: lo afferma il consigliere nazionale Matthias Aebischer (PS/BE), che prende atto con soddisfazione e senza sorpresa del no che si profila alle urne. Secondo il deputato socialista il dibattito ha però mostrato che tutti i partiti sono a favore del servizio pubblico. "E questo è un segnale forte", conclude.
13.42 - No all'iniziativa per il servizio pubblico: è il chiaro orientamento che emerge nel fine settimana di votazione. Secondo una proiezione dell'istituto Gfs.Berna per conto della SRG SSR la proposta portata avanti dalla stampa consumeristica viene respinta dal 67% del corpo elettorale.
La tendenza è confermata anche da diversi risultati parziali e dall'unico disponibile definitivo, quello di Glarona, che vede i contrari al 64,3%. L'iniziativa era stata promossa dalle riviste per consumatori Spendere Meglio, K-Tipp, Saldo e Bon à Savoir, che denunciavano un peggioramento dei servizi a fronte di tariffe sempre più care. Secondo i promotori non aveva senso sopportare chiusure di uffici postali, treni sovraffollati, esose tariffe telefoniche, pagando più che in passato e onorando i manager con stipendi principeschi.
Il testo in votazione, che durante la campagna si è rivelato di interpretazione non sempre chiarissima, chiedeva essenzialmente tre cose: primo che le aziende statali e parastatali - come FFS, la Posta e Swisscom - non mirassero a conseguire profitti né a perseguire interessi fiscali, secondo che non vi fossero sovvenzioni trasversali, terzo che i salari dei manager non fossero superiori a quelli dell'amministrazione federale.
13.37 - In Ticino, sui temi federali, scrutinati già 109 su 130. Questi i dati parziali:
"A favore del servizio pubblico": 38,8% sì e 61,2% no.
"Per un reddito di base incondizionato: 21,4% sì e 78,6% no
"Per un equo finanziamentodei trasporti: 34,5% sì e 65,5% no.
"Legge sulla medicina della procreazione": 57,3% sì e no 42,7%.
"Legge sull'asilo": 55,3% sì e 44,7% no.
13.15 - Si profila un chiaro no all'iniziativa "Per un equo finanziamento dei trasporti", detta anche della "vacca da mungere": è quanto risulta dal primo trend dell'istituto Gfs.bern. A Zurigo, stando a previsioni relative a unicamente quel cantone, la percentuale dei "no" supererebbe la soglia del 70%. Un primo risultato definitivo, che si riferisce a Glarona, indica che i voti contrari si sono attestati al 67,2%.
13.11 - Si profila un chiaro "no" all'iniziativa popolare "Per un reddito di base incondizionato": è il trend che si sta cristallizzando secondo l'istituto gfs.bern, che opera per conto della SSR. I primi risultati parziali confermano questa tendenza. Nei cantoni di Ginevra e Basilea la modifica della costituzione, che chiede alla Confederazione di istituire un reddito di base versato senza contropartita a tutti, viene respinta con il 66,3% e il 65,4% dei voti. Risultati parziali anche per il canton Grigioni dove il testo raccoglierebbe addirittura l'82% di voti negativi. Nel canton Zurigo una proiezione dell'ufficio cantonale di statistica danno il "no" al 75,7%.
13.02 - Si profila un chiaro "sì" alla nuova legge sull'asilo. Stando alle proiezioni elaborate dall'istituto gfs.bern per conto della SSR i favorevoli raggiungerebbero il 66%. La normativa mira ad accelerare e centralizzare le procedure, offrendo ai richiedenti una protezione giuridica più ampia e gratuita. L'UDC, all'origine del referendum, critica in particolare quest'ultimo punto, così come la possibilità, per Confederazione e Cantoni, di usare in casi estremi lo strumento dell'esproprio di beni immobili per costruire centri per candidati all'asilo. È contraria anche una minoranza della sinistra. Quest'ultima teme che i diritti dei richiedenti non siano più garantiti visti i brevi termini per il ricorso. Non piace nemmeno la mancata possibilità di depositare una domanda d'asilo in ambasciata.
