«Sgravio 27», il SEV: «Niente tagli a spese del personale»

La decisione del Consiglio degli Stati e del Nazionale di rinunciare ai tagli previsti dal pacchetto di risparmi 2027 per il traffico regionale viaggiatori (TRV) «è di fondamentale importanza per salvaguardare l’efficienza e l’affidabilità del trasporto pubblico». È quanto ritiene il Sindacato del personale dei trasporti (SEV), che si dice «sollevato dal fatto che la pressione al risparmio non venga ulteriormente aumentata». Durante la sessione invernale, il Parlamento aveva però deciso di ridurre di 500 milioni l’importo che diverse stime ritenevano necessario per il TRV nei prossimi tre anni. Il SEV «ha quindi ragione di temere che la pressione sul personale non sia destinata a diminuire».
I timori
«La volontà del Parlamento di continuare a dotare almeno il traffico regionale viaggiatori dei mezzi finanziari necessari fa senz’altro piacere», commenta il presidente SEV Matthias Hartwich. «Siamo lieti che il Parlamento abbia corretto le proposte di tagli del Consiglio federale. Temiamo però che la pressione al risparmio a lungo termine non venga allentata». L’aumento di 160 milioni del credito, deciso dal Legislativo durante la sessione invernale e che troverà ora riscontro nel piano finanziario, «compensa infatti solo un terzo della prevista mancanza di finanziamenti». L’importo complessivo di 3,55 miliardi destinato al TRV «è di molto inferiore ai 3,85 miliardi di fabbisogno preventivati dall’Ufficio federale dei trasporti per i prossimi tre anni».
L'avvertimento
A questa differenza, rileva ancora il SEV, «si aggiungono i 40 milioni all’anno derivanti dalla soppressione anticipata del rimborso alle imprese del TRV delle imposte sugli oli minerali, pure decisa dalle Camere federali». L’aumento della pressione per la riduzione delle spese del trasporto pubblico «dovrebbe indurre la Politica ad assumersi le proprie responsabilità e decidere di rinunciare a ulteriori ampliamenti dell’offerta o di aumentare le tariffe», aggiunge Hartwich. «Entrambe le opzioni sono però negative per la svolta ecologica e sociale cui abbiamo bisogno nel settore dei trasporti. E noi affermiamo a chiare lettere che chi tenterà di risparmiare sul personale, rischierà di compromettere la pace sociale e di scatenare accesi conflitti nel nostro settore».