Svizzera

«Sì all'aumento dell'IVA per finanziare la 13.esima AVS»

Un'ampia alleanza partitica (PS, Centro, Verdi, PEV) e sindacale (USS) ha presentato oggi a Berna i suoi argomenti per un aumento dell'IVA in vista della votazione del 29 novembre - «Una copertura adeguata della 13esima mensilità attraverso un aumento definito moderato dell'IVA garantisce la stabilità e la sicurezza delle rendite»
© Chiara Zocchetti
Ats
13.10.2026 14:03

Senza una solida soluzione di finanziamento della 13esima rendita l'intera AVS rischia di finire in difficoltà: ne è convinta un'ampia alleanza partitica (PS, Centro, Verdi, PEV) e sindacale (USS), che in vista della votazione del 29 novembre ha presentato oggi a Berna i suoi argomenti per un aumento dell'IVA.

«L'AVS è la nostra opera sociale più importante: nove persone su dieci ricevono dall'AVS più di quanto versano», ha affermato Samira Marti, co-presidente del gruppo parlamentare socialista, stando alla documentazione diffusa per la stampa. Una copertura adeguata della 13esima mensilità attraverso un aumento definito moderato dell'IVA (+0,4 punti percentuali, all'8,5%) garantisce dunque la stabilità e la sicurezza delle rendite.

«Un no a questa soluzione di finanziamento metterebbe in pericolo l'AVS e le persone che ne beneficiano», ha sostenuto Philipp Matthias Bregy, presidente del Centro. «La 13esima AVS comporta ogni anno costi aggiuntivi compresi tra 4 e 5 miliardi di franchi: attualmente l'AVS dispone ancora di riserve significative, ma esse non sono sono illimitate», ha messo in guardia.

A ciò si aggiunge il fatto che il patrimonio del fondo viene investito e genera rendimenti. «Anche questi contribuiscono al finanziamento delle nostre rendite», ha sottolineato il consigliere nazionale vallesano. «Se le riserve si riducono, a lungo termine anche questi rendimenti diminuiscono: l'AVS perde così una parte delle sue entrate». Per questo motivo, Il Centro sostiene il compromesso ideato dal parlamento, che garantirà - a partire dal 2028 - un gettito aggiuntivo di circa 1,5 miliardi di franchi all'anno e frenerà l'erosione delle riserve.

«Non dobbiamo però nemmeno indorare la pillola», ha proseguito il 48enne. «Questo progetto non copre l'intero fabbisogno finanziario dell’AVS: con la riforma dell’AVS 2030 dovranno seguire ulteriori soluzioni», ha chiosato. «Ma proprio per questo è importante non aggravare ulteriormente le sfide esistenti».

Secondo l'alleanza, UDC e PLR - che si battono contro l'aumento dell'IVA in questione - perseguono uno strategia di destabilizzazione. «Vogliono spingere l'AVS in rosso e imporre un aumento dell'età pensionabile per tutti», ha sostenuto Pierre-Yves Maillard, presidente dell'Unione sindacale svizzera e consigliere agli Stati (PS/VD). Un sì il 29 novembre permetterebbe di stabilizzare l'AVS e di impedire queste manovre, ha aggiunto.

«I beni di prima necessità, come ad esempio gli alimentari e i medicinali, non sono toccati dal moderato aumento dell'IVA», ha ricordato da parte sua Marti. «I redditi bassi e medi vengono così protetti». In dicembre la 13esima rendita - voluta dal popolo, che nel marzo 2024 aveva accolto un'iniziativa popolare dell'USS - sarà versata per la prima volta. «Si tratterà del più forte aumento dell'AVS da oltre 50 anni», ha sottolineato la consigliera nazionale di Basilea Campagna.

Sulla stessa lunghezza d'onda si è espressa anche Léonore Porchet, vice-presidente dei Verdi. «Una persona con un reddito medio pagherà annualmente circa 85 franchi in più di IVA e riceverà in cambio, in età pensionabile, una rendita aggiuntiva di circa 2000 franchi all'anno: ne vale la pena». Sebbene questo regime fiscale risulti proporzionalmente più vantaggioso per i redditi elevati rispetto a quanto lo sarebbe stato un aumento dei contributi salariali, «esso comporta compensazioni significative», ha assicurato.

La proposta sottoposta a votazione consente inoltre un finanziamento equo, poiché anche i pensionati vi parteciperanno, ha da parte sua argomentato Marc Jost, consigliere nazionale bernese per il Partito evangelico. «Questa soluzione è giusta e rafforza la solidarietà tra le generazioni», ha dichiarato il 52enne. «È una questione di responsabilità politica: qualsiasi altra scelta significherebbe lasciare il conto da pagare ai nostri figli e ai nostri nipoti», ha concluso.