«Sì» di Bissone, Melide, Morcote e Vico Morcote alla scuola unica

Bissone, Melide, Morcote e Vico Morcote hanno approvato a larga maggioranza, con solo 3 astenuti su tutti i rappresentanti dei rispettivi legislativi, la convenzione per l’istituzione di un Istituto scolastico unico per la scuola dell’infanzia e quella elementare. Per i sindaci Andrea Incerti, Emiliano Delmenico, Giacomo Caratti e Maurizio Bernasconi, la decisione segna «una svolta significativa nella collaborazione intercomunale della regione e garantisce il futuro della scuola pubblica sul territorio».
Una risposta concreta alle sfide demografiche
I dati demografici e le proiezioni sul numero di allievi hanno evidenziato che la gestione autonoma degli istituti scolastici «non è più sostenibile nel medio-lungo termine», si legge in una nota stampa. La collaborazione intercomunale «rappresenta la risposta più efficace, pragmatica e orientata al bene pubblico». La convenzione, strutturata in 33 articoli, entrerà in vigore con l’inizio dell’anno scolastico 2026/2027 e ha durata illimitata. Essa crea l’«Istituto scuole comunali Bissone, Melide, Morcote e Vico Morcote», e attribuisce a Melide il ruolo di Comune sede, il quale si occuperà della gestione amministrativa, organizzativa e operativa dell’intero istituto.
Come funzionerà
Per il 2026/2027 i bambini della scuola dell’infanzia di Melide frequenteranno la sede del proprio Comune, mentre quelli di Bissone, Morcote e Vico Morcote si riuniranno in quella di Bissone. Per il primo ciclo elementare (1ª e 2ª classe), tutti gli allievi dei quattro Comuni convergeranno a Morcote. Il secondo ciclo elementare (3ª, 4ª e 5ª classe) si terrà invece a Melide. Il mantenimento di tutte le sedi esistenti nei quattro centri «è uno dei punti qualificanti della convenzione: ogni edificio continuerà a essere attivo e valorizzato, garantendo la presenza della scuola pubblica su tutto il territorio della regione». La gestione condivisa – si legge ancora – «permette una pianificazione degli investimenti negli edifici scolastici su basi più solide e una valorizzazione ottimale delle infrastrutture esistenti, garantendo sostenibilità finanziaria nel tempo».
