Si parte col tedesco in prima

«Ad allievi e allieve auguro di essere felici, di coltivare la curiosità e di non avere paura di osare, di provare, di sbagliare e ricominciare». C’è anche spazio per questo nella tradizionale conferenza stampa di inizio anno scolastico. Parole che la direttrice del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), Marina Carobbio Guscetti, ha inviato ai quasi 55 mila allievi – e 7 mila docenti – che ieri mattina sono tornati sui banchi di scuola. E ciò nella consapevolezza che «la scuola è uno degli ultimi spazi in grado di accogliere, includere e sostenere i giovani in un contesto sociale spesso frammentato».
L’anticipo del tedesco
La novità principale di questo inizio di anno scolastico è l’introduzione dell’insegnamento del tedesco già dalla prima media. Un anticipo voluto dalla politica nel 2023 e approvato dal Parlamento l’anno successivo, sulla scia di una consultazione che aveva evidenziato un netto sostegno al cambiamento.
«Per gli studenti, circa 2.800 distribuiti in 159 sezioni, l’introduzione del tedesco in prima media non comporta un aumento del carico scolastico complessivo», ha spiegato il coordinatore del DECS, Manuele Berger. Nell’arco dei quattro anni della scuola media, le ore dedicate al tedesco aumenteranno, ma senza un incremento complessivo della griglia oraria. «L’insegnamento è stato organizzato affinché l’apprendimento possa svilupparsi nell’arco di quattro anni, attraverso una progressione graduale e coerente», ha aggiunto Berger.
Il divieto degli smartphone
Altro tema di stretta attualità è quello degli smartphone. Come ricordato da Carobbio, nel marzo 2026 sono state introdotte le nuove Direttive sui dispositivi mobili personali, estese per la prima volta all’intera scuola dell’obbligo e, quindi, anche alle scuole comunali. «I dispositivi mobili personali degli allievi devono rimanere spenti e non visibili durante l’intera giornata scolastica e sull’intero perimetro dell’istituto», ha ricordato Berger. Il primo, parziale bilancio della misura è positivo. «Durante i primi mesi di applicazione non sono emerse particolari criticità», ha spiegato. Considerato tuttavia il periodo ancora relativamente breve, sarà importante continuare a monitorarne gli effetti e valutare, sulla base dell’esperienza maturata, l’eventuale necessità di apportare correttivi.
Fabbisogno di docenti
Continua, poi, il lavoro di monitoraggio dell’evoluzione demografica, un elemento fondamentale per consentire alla scuola di pianificare in modo adeguato il rapporto tra corpo docente e popolazione studentesca. A questo proposito, Berger ha anticipato alcuni elementi di un rapporto che verrà presentato nel dettaglio in autunno, frutto del lavoro svolto dall’Osservatorio docenti, istituito proprio con questo obiettivo.
Il problema è noto: evitare di formare un numero di docenti superiore a quello che il sistema scolastico sarà in grado di assorbire, con il rischio di creare una generazione di insegnanti destinati a incontrare difficoltà nel trovare un posto di lavoro.
Nel concreto, il quadro che emerge dal lavoro di analisi presenta, in generale, un segno «meno»: sul lungo periodo è infatti prevista una diminuzione del numero di sezioni. Per la scuola dell’infanzia si stima una sostanziale stabilità nel breve periodo: nell’anno scolastico 2026/27 si prevede una diminuzione di 2,5 sezioni, mentre entro il 2027/28 la riduzione complessiva dovrebbe raggiungere le 4,5 sezioni. La tendenza è destinata a proseguire negli anni successivi.
Nella scuola elementare, la contrazione è già in atto: nel 2026/27 si prevede una diminuzione di 3,5 sezioni a livello cantonale, destinata ad accentuarsi nel 2027/28, quando si stima una riduzione di ulteriori 16 sezioni.
In controtendenza, la scuola media, la cui crescita è ancora in corso: con 643 sezioni, raggiungerà il proprio massimo quest’anno, prima dell’inizio della contrazione. La diminuzione è invece già in corso nelle scuole medie superiori, dove per il 2027/28 si prevedono quattro sezioni in meno.
«Tutto dipenderà anche dagli investimenti che la politica vorrà fare nella scuola. In base alle decisioni che verranno prese e alle eventuali riforme, questi dati possono cambiare molto», ha aggiunto Berger.
Legge sulla scuola
Tra i grandi cantieri che riguardano la scuola, infine, va segnalata anche la revisione della Legge sulla scuola dell’infanzia e sulla scuola elementare. Carobbio ha annunciato che il progetto è in fase di finalizzazione, sulla base dei riscontri raccolti nel corso degli ultimi due anni. «I risultati verranno presentati prossimamente in un’apposita conferenza stampa», ha annunciato. A breve sarà inoltre avviata una breve consultazione, definita tale anche perché una prima consultazione era già stata effettuata tre anni fa e aveva portato al ritiro del messaggio da parte del precedente Governo.
Più canali per segnalare i comportamenti inadeguati
Come già in passato, e ancora di più dopo la vicenda che ha coinvolto la scuola media di Giubiasco, Carobbio ha posto l’accento sul tema dell’integrità personale degli allievi e sulla prevenzione di ogni forma di violenza o comportamento inadeguato. «L’inchiesta a carico del docente è ancora in corso», ha premesso, prima di passare in rassegna i fronti sui quali il DECS sta investendo. A cominciare dalla necessità di rafforzare gli strumenti di ascolto e le possibilità di segnalare situazioni di disagio o possibili abusi.
Carobbio ha ricordato l’introduzione, nel 2023, dell’obbligo di segnalazione per le scuole cantonali, esteso nel 2024 anche a quelle comunali, e ha spiegato che le relative indicazioni sono ora in fase di revisione sulla base dell’esperienza maturata. «Dobbiamo assicurarci che allievi, docenti e operatori scolastici abbiano più canali a disposizione per segnalare. E che vi sia la fiducia per farlo. Stiamo lavorando a un apposito dispositivo; quando sarà completo, informeremo compiutamente».
La maggiore attenzione sul tema dell’integrità personale sta inoltre facendo emergere situazioni che in passato potevano essere oggetto di accertamenti interni e che oggi devono invece essere formalmente segnalate dalle Direzioni.
Tra giugno 2023 e agosto 2026, sono state 37 le segnalazioni giunte attraverso l’apposito modulo, alle quali hanno fatto seguito richiami e ammonimenti. In alcuni casi sono state adottate misure più incisive, come disdette, trasferimenti e dimissioni.
Si tratta, ha precisato Carobbio, di casistiche molto diverse tra loro. Non tutti i comportamenti inadeguati sono infatti riconducibili alla sfera sessuale: possono riguardare anche atteggiamenti irrispettosi o svilenti nei confronti di allieve e allievi.
Contratti in linea
Infine, Oscar Gonzalez, aggiunto al direttore della Divisione della formazione professionale, ha illustrato i dati, ancora provvisori, relativi ai 12.245 giovani e adulti che in questi giorni iniziano o riprendono un percorso formativo nei 22 centri e istituti del Cantone. Sul fronte del tirocinio duale sono stati sottoscritti finora 2.041 nuovi contratti. La campagna di collocamento proseguirà fino a fine ottobre, con il sostegno del Gruppo operativo per il collocamento a tirocinio (GOCT), per accompagnare chi è ancora alla ricerca di un posto verso un percorso formativo o un’offerta transitoria.
