Si può davvero sostituire un pasto con i «beveroni» venduti nei supermercati?

«Sono il tuo pasto» o «questo è cibo»: sono gli slogan che si trovano sulle bottiglie di alcune bevande presenti nei supermercati. Bibite che sono commercializzate come alternative a un pasto completo in quanto al loro interno dovrebbero contenere tutto ciò di cui ha bisogno una persona adulta per il proprio sostentamento. Ma tali prodotti possono davvero sostituirsi a un pasto? E ancora: un loro consumo prolungato può causare problemi di salute?
L'importanza di masticare
«No, queste bevande non possono sostituire un pasto vero e proprio», tiene subito a precisare il dietista Dario Bertolotti, coordinatore dei servizi dietetici dell'Ente ospedaliero cantonale (EOC). Una componente importante del pasto è del resto la masticazione, totalmente assente in questi prodotti. «L'ingestione di cibo solido è fondamentale per attivare in modo corretto il sistema digestivo», chiarisce il nostro interlocutore. «La digestione parte con la percezione del profumo di ciò che ci si appresta a mangiare il quale attiva il rilascio di saliva che, mischiandosi con il cibo durante la masticazione, dà il via al processo digestivo. A questo punto il boccone viene ingerito e attraversa tutto il tratto gastrointestinale che viene così mantenuto attivo in maniera sana e naturale». Insomma, bisogna tenere allenato anche il tratto gastrointestinale. «Per tale ragione optiamo per la dieta liquida solo nei pazienti che non possono mangiare cibi solidi. Anche in questi casi, facciamo comunque in modo che essa sia il più breve possibile».
A livello di composizione, in realtà, tali bevande sono ben bilanciate e complete. «È vero, presentano rapporti adeguati tra carboidrati, grassi e vitamine», analizza Bertolotti. «In alcune di esse hanno persino aggiunto una quota di fibre e ciò è positivo. Va anche detto che, negli anni, le aziende hanno migliorato le ricette».
A essere potenzialmente problematico non è dunque il contenuto delle bibite, ma, appunto, la loro forma. «Un pasto normale ha tempi di assorbimento adeguati. I liquidi, non dovendo venire digeriti, vengono invece assorbiti molto più velocemente. Ciò può comportare picchi glicemici», spiega il dietista dell'EOC.
La dieta deve inoltre essere bilanciata non solo nel piatto, ma anche nella distribuzione dei pasti lungo l'arco della giornata per garantire un buon mantenimento glicemico e una buona risposta metabolica. «L'ideale è consumare tre pasti al giorno: colazione, pranzo e cena», illustra Bertolotti. «Meglio sarebbe aggiungervi poi degli spuntini in modo da garantire un'adeguata distribuzione dei nutrienti sull'arco della giornata evitando che si verifichino periodi di digiuno prolungato».
Poca varietà
A finire sotto esame non sono però solo i tempi di assorbimento delle sostanze nutritive contenute nelle bibite, ma anche la loro origine. «Molte vitamine, per esempio, non sono naturali, ma di sintesi», illustra il nostro interlocutore. «La maggior parte di queste sostanze proviene poi dalla stessa fonte, il latte, mentre in un piatto equilibrato i nutrienti hanno origini differenti».
A questo punto è importante sottolineare che, nella maggior parte dei casi, le sostanze contenute in tali bibite non sono direttamente nocive per la salute, a mancare, semplicemente, è la varietà. «Guardando le etichette, si può facilmente osservare che sono sempre sostanze che derivano da alimenti, sovente il latte», rassicura Bertolotti. «È però chiaro che un prodotto fresco sarà sicuramente di qualità più alta dal punto di vista organolettico. I prodotti naturali e freschi vengono inoltre assorbiti più facilmente dal corpo».
Nessuna demonizzazione
Se tali bevande non si possono dunque sostituire a un pasto vero e proprio, non vanno tuttavia demonizzate. «Non stiamo parlando di veleno», tiene a precisare Bertolotti.
Azzardato sarebbe anche stabilire un nesso di causalità tra il loro ampio utilizzo e lo sviluppo di malattie. «Tutt'al più potrebbero sorgere disturbi gastrointestinali sul lungo periodo», chiarisce il nostro interlocutore. «Se la sostituzione di un pasto con questi prodotti è un'eccezione non c'è alcun problema; sempre meglio che saltare il pasto. L'importante è che l'eccezione non si trasformi in un'abitudine».
Marketing aggressivo
Nonostante tali bevande non vadano demonizzate, una riflessione sulla strategia aggressiva di marketing che adottano va comunque fatta. Basta del resto guardare gli slogan citati in apertura di articolo. «Per promuovere questi prodotti, in passato, si puntava allo sport. Adesso invece sembra che il messaggio che si vuole trasmettere è che essi possono sostituirsi a un pasto: mi sembra un'affermazione un po' tirata per i capelli», osserva Bertolotti.
Lo specchio della nostra società
L'apparizione di queste bevande e la loro crescente popolarità sono del resto lo specchio della nostra società. In un mondo che va sempre più veloce e nel quale si deve riuscire a far collimare mille impegni, il tempo che si può dedicare al pranzo o alla cena si riduce sempre di più. Ecco allora che queste bibite si presentano come una soluzione efficace per far combaciare la necessità di nutrirsi con quella di farlo in poco tempo. «In tal senso diventa importante l'educazione alimentare», spiega Bertolotti. «Come dietisti promuoviamo un'alimentazione sana che è l'esatto contrario delle bibite sostitutive dei pasti le quali sono invece l'espressione del fast food all'ennesima potenza. Mangiare significa anche ritagliarsi un momento di pausa nella giornata per dedicarsi a sé stessi», conclude il nostro interlocutore.
