Si studieranno alternative al progetto di «Lex UBS»

Divide in Parlamento il progetto del Consiglio federale sulla copertura delle partecipazioni estere con capitale proprio delle banche di rilevanza sistemica, in particolare di UBS, l’unico istituto con una forte presenza a livello internazionale (per questo si parla di «Lex UBS»). La Commissione dell’economia e dei tributi degli Stati ha deciso di esaminare varianti e alternative al disegno governativo, presentato due settimane or sono dalla «ministra» delle Finanze Karin Keller-Sutter. La discussione proseguirà pertanto nel mese di agosto.
Il progetto prevede che in futuro le banche di rilevanza sistemica (oltre a UBS ci sono la Banca Raiffeisen, la Banca cantonale di Zurigo e Postfinance) deducano integralmente il valore contabile delle partecipazioni in filiali estere dai fondi propri di base di qualità primaria (CET1) della casa madre. Oggi, nel caso di UBS, le partecipazioni estere sono coperte da capitale CET1 per circa il 45 %. L’obiettivo governativo è la copertura integrale. Secondo la banca, che ritiene la proposta «estrema», il costo sarebbe di 22 miliardi di dollari. La Commissione, in presenza di Keller-Sutter, ha sentito rappresentanti dei Cantoni (direttori delle finanze e direttori dell’economia pubblica), della Banca nazionale (il presidente Martin Schlegel), della FINMA, della stessa UBS (il CEO Sergio Ermotti), dell’Associazione Svizzera dei Banchieri nonché di Economiesuisse e di Swissmem. I loro pareri sono stati completati dalle valutazioni della professoressa Corinne Zellweger-Gutknecht e del professor Yvan Lengwiler.
Dall’audizione, stando a una nota diffusa ieri in serata, è emerso che una piazza finanziaria svizzera forte, stabile e al contempo competitiva è senza dubbio nell’interesse di tutti: «Divergono tuttavia le opinioni su come debbano essere concretamente definite le esigenze in materia di fondi propri e quali ulteriori strumenti debbano essere modificati per raggiungere e mantenere questo obiettivo».
Vista la portata della decisione, la Commissione intende esaminare approfonditamente e discutere con il tempo necessario diverse varianti e alternative, alcune delle quali già presentate all’opinione pubblica. Lo scorso dicembre, un gruppo di parlamentari borghesi aveva anticipato una proposta di compromesso: far sì che una parte delle partecipazioni estere possa essere garantita da obbligazioni AT1. Il costo per UBS dovrebbe essere notevolmente inferiore a quello dei fondi di prima qualità. Gli Stati dovrebbero trattare l’argomento in settembre, il Nazionale durante la sessione invernale.