Svizzera

Sindacati divisi sul finanziamento della tredicesima AVS con un aumento dell'IVA

Il Sindacato dei servizi pubblici, contrario, accusa l'Unione sindacale svizzera (USS) di aver cambiato posizione sul tema in votazione il 29 novembre
© CdT / Chiara Zocchetti
Ats
27.10.2026 15:14

I sindacati sono divisi sul finanziamento della tredicesima mensilità AVS con un aumento dell'IVA. Il Sindacato dei servizi pubblici, contrario, accusa l'Unione sindacale svizzera (USS) di aver cambiato posizione sul tema in votazione il 29 novembre.

«L'AVS gode di buona salute. Dispone di un patrimonio record di 60 miliardi di franchi. Non è quindi necessario un aumento delle entrate a breve termine», ha affermato oggi davanti alla stampa il presidente del Sindacato dei servizi pubblici (VPOD/SSP) e consigliere nazionale Christian Dandrès (PS/GE). A medio termine, la tredicesima rendita AVS dovrebbe essere finanziata piuttosto dai contributi sociali.

Questa posizione è stata sostenuta dalla sinistra e dall'USS durante la campagna per l'introduzione della tredicesima AVS, ha dichiarato il segretario centrale di VPOD/SSP Agostino Soldini. «Lo confermano diverse dichiarazioni del presidente dell'USS, il consigliere agli Stati Pierre-Yves Maillard (PS/VD)».

Oggi invece l'USS e la sinistra fanno campagna al fianco del Centro a favore dell'aumento dell'IVA di 0,4 punti percentuali (dall'attuale 8,1% all'8,5%). L'aumento non riguarda i beni di prima necessità. Il PLR e l'UDC sono contrari.

«Sia durante la campagna elettorale che in Parlamento, abbiamo difeso per tutta la durata del dibattito un finanziamento tramite i contributi sociali», ha commentato Pierre-Yves Maillard, contattato da Keystone-ATS. Ma la maggioranza del Parlamento ha infine votato a favore di un aumento dell'IVA.

«Ora bisogna prendere atto della realtà», ha aggiunto il politico vodese. Secondo lui, un aumento che stima tra i 7 e i 10 franchi al mese a persona permette di evitare i deficit. Deficit che, a suo avviso, servirebbero da argomento agli assicuratori per giustificare una riduzione delle prestazioni dell'AVS a favore di prodotti previdenziali privati.

I sostenitori della riforma sospettano inoltre che PLR e UDC stiano cercando di destabilizzare il finanziamento dell'AVS per imporre un innalzamento dell'età pensionabile.

Il sindacato VPOD/SSP ritiene da parte sua che un aumento dell'IVA non impedirà le manovre della destra. Lo stesso Christian Dandrès aveva votato a favore dell'aumento nella votazione finale durante la sessione parlamentare di marzo. «È stato un errore», ha dichiarato oggi alla stampa.

«All'epoca, all'interno del gruppo socialista si pensava che, cedendo sulla questione dell’IVA, ci saremmo trovati in condizioni migliori per negoziare altre riforme», ha spiegato. Il politico ginevrino pensa in particolare all'età pensionabile e al tetto massimo delle rendite per vedove e vedovi, attualmente in discussione in Parlamento.

«Ma la realtà è che andremo a sbattere contro un muro in ogni caso», ha proseguito. Non se ne parla quindi di imporre una «tassa antisociale» che i pensionati sarebbero tenuti a pagare di tasca propria, senza che i datori di lavoro debbano contribuire.

I primi sondaggi sul finanziamento della tredicesima AVS sono incerti. Per il momento, propendono leggermente per un rifiuto. Da notare che i primi versamenti sono previsti già il prossimo dicembre. La responsabile del Dipartimento federale dell'interno (DFI), Elisabeth Baume-Schneider, ha da tempo assicurato che la tredicesima mensilità sarà versata ai pensionati indipendentemente dall'esito del voto.