Confine

Sindaci italiani contro l'innalzamento del lago Maggiore

La decisione di portare il livello massimo del lago fino a 1,40 metri sullo zero idrometrico non piace ai sindaci di Verbania, Baveno e Cannobio: «Causerà danni al turismo e all'economia locale»
Ats
29.04.2026 19:10

«Una scelta sbagliata e non condivisa con il territorio». Così i sindaci di Verbania, Giandomenico Albertella, Baveno, Alessandro Monti, e Cannobio, Gianmaria Minazzi, definiscono la decisione di portare il livello massimo del lago Maggiore fino a 1,40 metri sullo zero idrometrico di Sesto Calende, aumentando la soglia di 15 centimetri rispetto a quanto in vigore fino a oggi. «Centoquaranta centimetri sopra lo zero idrometrico è una scelta errata» - sostengono i tre sindaci in una nota congiunta - «perché sono tanti, troppi, rispetto alla soglia storica di 100 centimetri con cui questo lago è stato gestito per decenni. Causeranno danni al turismo e all'economia locale: è evidente che con un tale livello molte spiagge, attrattiva del nostro lago, verranno ulteriormente ridimensionate».

Critiche sulle modalità di comunicazione

I sindaci protestano anche per il modo in cui la decisione è arrivata. «Un processo condotto prevalentemente a livello tecnico dall'Autorità di Bacino del Po, con il supporto delle esigenze irrigue della pianura Padana, senza un'adeguata tutela degli interessi dei territori rivieraschi e senza il coinvolgimento effettivo delle amministrazioni locali più direttamente colpite. La Regione Piemonte, in questo contesto, non ha esercitato con sufficiente fermezza il proprio ruolo di rappresentanza anche delle nostre istanze, escludendoci di fatto dalle sedi decisionali. Continueremo ad opporci alla decisione attraverso tutti gli strumenti giuridici e politici disponibili«.