Svizzera

Smood chiude, Syndicom: «A rischio 400 posti di lavoro»

L'azienda ha annunciato di aver aperto una fase di consultazione con il personale in vista della cessazione dell'attività. Il sindacato annuncia che si batterà per il mantenimento dei posti di lavoro.
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Red. Online
20.01.2026 10:50

L’azienda Smood, attiva nel settore della consegna di pasti e spesa a domicilio, ha annunciato l’apertura di una fase di consultazione con il proprio personale e di negoziazione di un piano sociale in vista della possibile cessazione delle sue attività. L’azienda, presente in 25 città svizzere, parla di un «mercato concorrenziale particolarmente rigido e contrassegnato da una concentrazione di operatori a livello internazionale». Nonostante una serie di misure di ristrutturazione attuate dopo aver avviato un’analisi dell’attività all’inizio del 2024, i risultati finanziari degli ultimi mesi sono stati «inferiori agli obiettivi fissati, senza prospettiva di ripristino della redditività», annuncia l’azienda in una nota odierna. In Ticino sono 50 i contratti toccati, tutti a tempo parziale, fa sapere l'azienda su nostra richiesta.

Syndicom: «A rischio 400 posti di lavoro»

Il sindacato Syndicom ha già annunciato che si batterà per il mantenimento degli impieghi. Stando al sindacato, sono a rischio oltre 400 posti di lavoro, occupati principalmente da corrieri con bassi tassi di occupazione. Per syndicom, questa decisione «segna un’ulteriore fase drammatica nella lunga serie di fallimenti, chiusure aziendali e licenziamenti che stanno colpendo le lavoratrici e i lavoratori del settore del recapito e delle consegne in Svizzera». Il sindacato chiede quindi l’apertura immediata di trattative e invita Migros, proprietaria della società, ad assumersi pienamente le proprie responsabilità sociali.

Zbinden: «Il disastro continua»

«Se i tagli ai posti di lavoro saranno confermati, esigeremo il miglior piano sociale possibile, con indennità di partenza sostanziose, misure di riqualificazione professionale e un fondo per i casi di rigore» ha spiegato dal canto suo Urs Zbinden, segretario centrale di syndicom. «Migros, proprietaria della società Smood, deve assumersi appieno le proprie responsabilità sociali verso i dipendenti e proporre alternative interne o esterne al licenziamento. Per syndicom, la chiusura di Smood si inserisce in un quadro più ampio: le piattaforme multinazionali, Uber in primis, hanno imposto modelli basati sul finto lavoro indipendente e sull’elusione degli oneri sociali, distruggendo progressivamente il mercato delle consegne. Ancora Zbinden: «Il disastro continua: le prime vittime di questa modalità di lavoro nel 2026 sono gli smooder. Solo nel novembre 2025 un centinaio di corrieri di FWG aveva perso il lavoro. Spetta alle autorità cantonali assumersi la responsabilità di applicare la legge vigente e porre fine all’uberizzazione e al mancato pagamento degli oneri sociali per le professioni subordinate».