Il rapporto

Social e video battono per la prima volta i siti delle testate giornalistiche

Queste piattaforme, secondo il Digital News Report 2026 dell'Istituto Reuters condotto in 48 Paesi, sono ormai il modo diretto più utilizzato per accedere alle notizie – Il cambiamento è più pronunciato tra i giovani, ma si sta verificando per tutti
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Ats
16.06.2026 07:46

Per la prima volta, a livello globale, i social e le piattaforme video superano i siti delle testate giornalistiche come il modo diretto più utilizzato per accedere alle notizie. È quanto emerge dal Digital News Report 2026 dell'Istituto Reuters condotto in 48 Paesi.

Cambiamento globale

Il cambiamento è avvenuto in circa due terzi dei mercati coperti dal rapporto, con l'accesso diretto ancora leader nell'Europa centrale e occidentale e nei mercati asiatici più ricchi. A livello globale, il singolo lettore usa per il 54% social e piattaforme video come fonte di notizie, il 52% la TV, il 51% i siti e le app delle testate d'informazione, il 21% la radio, il 16% i giornali.

Non solo i giovani

Il cambiamento è particolarmente pronunciato tra i più giovani, ma si sta verificando per tutti. Meno persone di tutte le età preferiscono sia la TV tradizionale sia i siti d'informazione rispetto a cinque anni fa, con l'unica eccezione degli over 55.

Superata anche la TV

Secondo il Rapporto, inoltre, il 77% del campione mondiale guarda video di notizie online ogni settimana, superando quelli delle TV. Per la fruizione si preferiscono piattaforme di terze parti come YouTube, Instagram, TikTok e Facebook, e non solo per i video brevi. In media, le testate giornalistiche hanno visto globalmente il consumo di video sui propri siti e app diminuire di cinque punti percentuali rispetto al 2025 e di dieci punti rispetto al 2021.

«Il pubblico si misura con una competizione serrata per attirare la loro attenzione online, non dovremmo sorprenderci se alcuni scelgono di disimpegnarsi o di affidarsi a qualunque cosa il loro 'feed' proponga - spiega Jim Egan, principale autore del Rapporto - Le persone, comunque, ancora credono nelle notizie e si fidano dei media con cui hanno più familiarità: il compito di informare resta, anche se il contesto delle notizie e dell'informazione diventa più impegnativo».

Fiducia nelle notizie al livello più basso in 10 anni

Sempre stando Digital News Report 2026 dell'Istituto Reuters - giunto alla sua quindicesima edizione - la fiducia nelle notizie è scesa a livello mondiale al 37%, «il valore più basso in dieci anni». I cali più marcati si registrano nelle Filippine (-10 punti), Irlanda (-9), Tailandia, Perù e Polonia (tutti -8).

In calo alcuni notiziari

Negli Stati Uniti - secondo l'analisi - solo il 25% afferma di fidarsi della maggior parte delle notizie, in calo di cinque punti rispetto al 2025. Il valore è ancora più basso (15%) tra gli americani di destra. Alcuni notiziari hanno registrato un forte calo di fiducia: Cbs News e Fox News sono scese entrambe di 10 punti su base annua e la Cnn di sei.

Insoddisfazione per le storie internazionali

Il rapporto registra inoltre una profonda insoddisfazione del pubblico globale per la copertura di notizie come le storie internazionali, l'inflazione, l'immigrazione, la seconda presidenza Trump, il cambiamento climatico e i conflitti in Ucraina e Medio Oriente. E mostra una preferenza per le notizie imparziali.

Poco propensi a pagare per le news online

Infine, resta al 17% nei 20 paesi in cui la cifra viene monitorata, la propensione a pagare per le news online. La maggior parte di chi paga lo fa per benefici diretti (81%), il 43% menziona l'accesso a contenuti che non potrebbe ottenere in altro modo. Il 46% afferma di essere motivato a pagare per sostegno al giornalismo e per la sua importanza nella società.