Automobilismo

«Sogno di correre in Formula 1»

Ad appena 13 anni, il pilota ticinese Albert Tamm si sta facendo notare nel mondo del karting: «La Svizzera? Sono orgoglioso di difenderne la bandiera»
Albert Tamm.
Maddalena Buila
10.04.2026 06:00

Non ha ancora 14 anni ed è nato e cresciuto in Ticino. Terzo nell’ultima tappa del campionato WSK Super Master Series a Franciacorta gara di fine marzo a Franciacorta - l’ultimo risultato di rilievo in ordine di tempo -, Albert Tamm si sta ritagliando un ruolo da grande protagonista nel mondo del karting, dove è l’unico pilota a difendere i colori rossocrociati nella categoria OK Junior. Il classe 2012 ha un sogno nel cassetto: vuole arrivare in Formula 1. Il percorso è arduo e la concorrenza spietata, il giovanissimo ticinese lo sa, ma ha le idee in chiaro. Il mondo dei motori, d’altronde, ha da sempre fatto parte della sua vita. «Mio papà era un pilota a sua volta, di conseguenza io sono cresciuto seguendo le sue orme a bordo pista. Un giorno mi chiese se volessi provare. Ho risposto di sì e la scintilla è scoccata. Prima di conoscere il mondo delle quattro ruote praticavo un po’ di ciclismo e di motocross. Dal primo momento che mi sono seduto su un kart ho capito che avrei voluto starci per tutta la vita». Un amore profondo che ha contraddistinto le giornate di Albert da quando aveva sei anni. Da lì in poi è stato un andirivieni dai maggiori circuiti di karting del pianeta per il 13.enne di Porza. Già, Porza, il luogo natio dell’indimenticabile Clay Regazzoni. Forse anche Albert Tamm, un po’ come Charles Leclerc, ha il marchio di predestinato cucito sulla tuta. «Non lo so (sorride, ndr). Ho però avuto il piacere di incontrare l’alfiere della Ferrari qualche anno fa. È stato speciale. In Franciacorta, invece, è passato a trovarci Kimi Antonelli. Prima di assistere alla gara, è entrato nella nostra tenda per salutarci e ispirarci con qualche parola. Il team per cui corro (Parolin Motorsport, ndr) ha infatti accolto per qualche tempo anche lo stesso pilota italiano. È stato bello fare la sua conoscenza».

L’ammirazione per Max

Il paragone con il monegasco, ad ogni modo, calza fino a un certo punto. L’idolo del pilota ticinese è infatti il suo rivale da sempre, Max Verstappen. «Lo ammiro perché è sempre stato un ottimo pilota, in tutte le categorie, in primis quella del karting. Bravura che gli ha permesso di approdare rapidamente nel massimo campionato delle quattro ruote. È semplicemente il più forte». Il campione della Red Bull ha incantato prima l’Olanda, poi il mondo intero. Anche Albert vuole rendere fiera la Svizzera, che rappresenta con soddisfazione e però in solitaria. «Sì, sono l’unico elvetico a competere nelle gare internazionali di karting. Trovo sia importante che il nostro Paese venga rappresentato e sicuramente sarebbe per me un grandissimo orgoglio portare la Svizzera di nuovo in Formula 1. Ma non devo nemmeno guardare troppo avanti. È meglio concentrarsi su quello che posso fare ora per mettermi in luce».

Un assaggio di F1

Il giovane talento ticinese compirà 14 anni il prossimo novembre. I motori sono il suo mondo, ma al momento l’attenzione è tanta anche sullo studio. «E vi assicuro che portare avanti le due cose non è evidente (sorride, ndr). Frequento l’International School of Switzerland, perché era l’unica che mi dava la possibilità di conciliare studio e karting. Per la maggioranza del tempo non sono infatti in classe e devo giocoforza recuperare il più possibile svolgendo i compiti. Fortunatamente, trovandoci in un’era digitale, posso riascoltarmi le lezioni caricate online. Anche i compagni sono molto gentili e mi danno una mano, nonostante li veda poco. Non so ancora cosa farò in futuro, sicuramente porterò avanti anche la scuola, ma il sogno rimane quello di approdare in Formula 1. Avere già ora l’opportunità di viaggiare e praticare la mia passione, tuttavia, è speciale. È impegnativo, vero, ma molto arricchente. Posso visitare posti nuovi e al contempo imparare a conoscere culture diverse. Il ricordo che finora maggiormente serbo nel cuore è la gara di Abu Dhabi. Abbiamo corso sulla pista di Formula 1 in versione un po’ accorciata. È stato emozionante».

Tra risultati e paura

Ad oggi, Albert Tamm si è fatto notare per i diversi podi conquistati in Svizzera, Italia, Estonia, Spagna, in Champions of the Future Academy, in WSK Final Cup e pure per un terzo posto assoluto nella WSK Euro Series OK-N Junior. «Ma il risultato che finora mi ha regalato maggior soddisfazione rimane il terzo posto al Mondiale dell’anno scorso. È stata un’annata intensa e molto positiva. Potevo anche vincere quella gara ma è stato bello anche così». Il motorsport, oltre che di risultati, vive di rischi e adrenalina. Albert non ha mai avuto paura sfrecciando in un kart? «No, non mi pare. Alcuni osservatori esterni potrebbero pensarlo, magari in qualche circostanza particolare, ma io smentisco tutto. Non ho mai avuto paura da quando mi sono messo al volante la prima volta», chiosa sorridente il giovanissimo gioiellino rossocrociato. Per raggiungere l’ambito palco della Formula 1, d’altronde, non c’è spazio per la paura. Solo per i sogni.