Soldi per l'esercito, l'accordo è in tavola

È tempo di decisioni importanti in Parlamento sull’esercito. Martedì prossimo il Nazionale discuterà la richiesta di aumentare di 400 milioni di franchi il tetto di spesa di 6 miliardi per l’acquisto di una trentina – il numero definitivo non è ancora stato stabilito ufficialmente – di caccia di quinta generazione F-35. Un supplemento dovuto all’inflazione e che rientra nei termini del credito decisi dal popolo; ma che non mancherà di far discutere, specialmente dopo le ultime rivelazioni sull’infondatezza del prezzo fisso (cfr. CdT di mercoledì 8 settembre), che nel 2022 Viola Amherd diceva di aver pattuito con gli Stati Uniti. La settimana successiva, il 21 settembre, approderà sui banchi degli Stati il piano per finanziare il potenziamento dell’esercito. L’obiettivo è di raccogliere nel corso dei prossimi anni un importo di 24 miliardi di franchi, che confluiranno in un fondo per la sicurezza e la difesa: 15 miliardi serviranno per lo sviluppo rapido di capacità per la difesa dalle minacce più probabili (attacchi a distanza, ciberattacchi, droni), gli altri 9 per compensare gli aumenti dei prezzi nel settore degli armamenti dovuti all’elevata domanda a livello globale.
Tre fonti di finanziamento
Le fonti del fondo decise oggi dalla Commissione della politica di sicurezza saranno tre: un aumento dell’IVA, le eccedenze di finanziamento ordinarie e fondi del bilancio ordinario. Il Consiglio federale aveva proposto di aumentare per 12 anni l’aliquota ordinaria (non quella per i generi di prima necessità) dell’imposta sui consumi di 0,5 punti (dall’attuale 8,1% all’8,6%). Questo rincaro sarebbe costato ai consumatori quasi 2 miliardi di franchi all’anno. Ma questa richiesta non è stata accolta. La commissione degli Stati ha deciso di ridurre a 0,2 punti l’aumento dell’IVA, con un impatto stimato di 800 milioni di franchi. Una richiesta analoga era già stata fatta negli scorsi giorni dalla Commissione delle finanze. Quanto alle eccedenze, si stima un importo di mezzo miliardo all’anno, soldi che oggi sono destinati all’ammortamento del debito COVID e che un domani andranno a favore della difesa. Il debito accumulato durante la pandemia, pertanto, diminuirà più lentamente.
Disaccoppiamento
Il piano prevede altresì l’estensione della durata del fondo a 18 anni e la separazione giuridica del fondo dall’aumento dell’IVA. Il primo, sottoposto a referendum facoltativo, dovrebbe entrare in vigore nel 2027. L’aumento dell’IVA, invece, dovrà obbligatoriamente passare dalle urne e ottenere la maggioranza di popolo e Cantoni. La votazione sarebbe prevista solo nel 2028. Non si sa ancora che cosa succederà se il primo dovesse essere approvato e il secondo no. La commissione, in ogni caso, vuole procedere in questo modo nell’ottica di «un’attuazione tempestiva» dei progetti d’armamento dell’esercito.
Un mutuo più consistente
Un aspetto importante del fondo è la possibilità di contrarre temporaneamente debiti. Il Governo aveva previsto un importo massimo di 6 miliardi di franchi, sebbene su un arco di tempo più ristretto. La Commissione invece propone un tetto di 12 miliardi. A partire dall’ottavo anno, tale importo massimo dovrà essere ridotto di 1,2 miliardi di franchi all’anno.
Respinte le altre proposte
Sono stati parimenti respinti i piani che contemplano modelli di finanziamento alternativi all’aumento dell’IVA. Uno di questi piani, volto a stanziare un contributo annuo di almeno 1,5 miliardi di franchi mediante risparmi sul bilancio della Confederazione, è stato respinto con 7 voti contro 4. Un altro piano punta su conferimenti nel fondo finanziati con i dividendi di sostanza della Banca nazionale ed è stato respinto con 3 voti contro 2 e 6 astensioni. Un ultimo piano di finanziamento, che prevede l’istituzione di un’imposta sulla sostanza per i patrimoni particolarmente ingenti, è stato a sua volta respinto con 8 voti contro 2 e 1 astensione. Per tutte le varianti sono state presentate delle proposte di minoranza.
