Il caso

Solduno piange il suo geologo: «Una persona solare e aperta»

Un 46.enne locarnese, esperto di prospezioni minerarie, è stato ucciso nella Repubblica Centrafricana dove si trovava per conto di una società emiratina – Attivo in ambito sportivo, era apprezzato per il suo impegno, in qualità di allenatore, nelle giovanili della Virtus – Con lui giustiziato anche un sottufficiale dell'esercito locale
© AP/Jerome Delay
Giacomo Butti
04.08.2026 23:26

«Una persona solare, cordiale e sempre pronta a scambiare qualche parola sul suo lavoro - la sua passione -, che lo aveva portato a girare il mondo, e l’Africa in particolare». A Solduno i vicini di casa ricordano così il 46.enne locarnese che, lo scorso giovedì, è stato ucciso nella Repubblica Centrafricana, a Imohoro, nei pressi del centro minerario di Carrière, una cinquantina di chilometri a nord della capitale Bangui.

Geologo di professione,  l’uomo era specializzato nelle prospezioni minerarie e si trovava nell’area per conto della società emiratina ADMOG Gold - con la quale lavorava da poco più di un anno - quando un gruppo di banditi armati lo ha rapito e ucciso, insieme a un sottufficiale dell’esercito centrafricano, verosimilmente addetto alla sicurezza. Secondo fonti locali citate dai media internazionali, il ticinese sarebbe stato sequestrato nei pressi degli scavi e il suo corpo sarebbe stato poi trovato più a sud, fra la vegetazione che costeggia la strada che dalla capitale porta alla città di Damara. L’attacco non è stato rivendicato e l’identità degli assalitori, così come il loro numero, rimane sconosciuta.

Una figura nota

Dopo le prime informazioni sulla morte di un «cittadino svizzero», diffuse lunedì dalle agenzie, i dettagli sull’identità dell’uomo sono emersi solo nelle ore successive. Comprensibile, quindi, lo shock nel Locarnese, dove l’uomo, ci raccontano, trascorreva alcuni mesi all’anno - a scadenze regolari - per passare del tempo in compagnia della moglie e dei due figli in età scolastica, lavorando a distanza con i dati raccolti sul campo. Proprio di recente, ci risulta, era tornato in Africa dopo un periodo di vacanza trascorso con la famiglia.

Membro supplente nel Patriziato di Tenero-Contra, il 46.enne era estremamente attivo, conosciuto e apprezzato in ambito sportivo per il suo impegno, in qualità di allenatore, nelle sezioni giovanili della Virtus Locarno. La stessa società - in un comunicato - ha definito «un fulmine a ciel sereno» la notizia dell’uccisione dell’uomo,  che sarà ricordato in tutte le sue «sfaccettature propositive e nella grande generosità e altruismo allorquando (lavoro permettendo) si trovava a casa sua, a Solduno». Già, perché il 46.enne, come detto, il mondo l’ha girato parecchio. Formatosi a Losanna, dopo aver studiato psicologia era passato al suo vero amore, la geologia, che l’avrebbe poi portato - dopo vari stage, esperienze nell’ingegneria civile e incarichi in istituti di ricerca - a lavorare nella ricerca di giacimenti auriferi in Brasile, dove conobbe la moglie. Un’esperienza alla quale seguirono Gabon, Sudafrica (suo punto d’appoggio per parecchi anni), Repubblica Democratica del Congo e numerosi altri Paesi africani, il tutto attraverso collaborazioni con grandi aziende anche grazie a una società da lui fondata, con la quale garantiva consulenza mineraria freelance.

Violenze diffuse

Seppur vicina alla capitale, l’area di Imohoro è regolarmente teatro di attacchi armati e atti di banditismo. Raid contro lavoratori stranieri impegnati nei siti minerari sono comuni in tutto il Paese, specialmente dallo scoppio della guerra civile a fine 2012. Negli ultimi anni sono state numerose le violenze registrate contro realtà simili nelle prefetture della Basse-Kotto e di Ouaka, localizzate più a est. Situata nei pressi di Bambari - zona dove opera anche il famigerato gruppo russo «Wagner» - la miniera d’oro di Chimbolo è stata ad esempio presa d’assalto nel marzo 2023 da uomini armati che hanno ucciso nove lavoratori cinesi. Nel maggio 2024 , invece, ribelli armati della Coalition of Patriots for Change (CPC) hanno lanciato un assalto a una città mineraria di Gaga, nella prefettura di Ombella- Mpoko, uccidendo altri quattro lavoratori stranieri.

Nelle aree più instabili della Repubblica Centrafricana, le grandi multinazionali si affidano a società di sicurezza private, scorte armate dell’esercito (come sembra essere il caso per la ADMOG Gold), basi fortificate o voli dedicati. Le aziende più piccole, invece, spesso dispongono solo di protezioni minime e sono costrette a spostarsi su strade ad alto rischio, rimanendo molto più esposte ad attacchi, rapimenti e violenze da parte dei gruppi armati.