Italia

Spari a Roma, la donna colpita a due passi dal Vaticano: «Poteva finire molto peggio»

Ieri la scrittrice e giornalista italiana Cristina Stillitano è stata colpita da un proiettile mentre camminava in via della Giuliana, nel quartiere Prati, a Roma
© Facebook - Cristina Stillitano
Andrea Scolari
15.09.2026 14:01

«Ieri poco dopo le 15 ho sentito un forte colpo al braccio, sul tricipite, mentre camminavo in via della Giuliana, nel quartiere Prati, a Roma. Ho urlato per il dolore e mi sono accorta che stavo sanguinando». È la testimonianza di quanto vissuto dalla scrittrice e giornalista italiana Cristina Stillitano, finita nel mirino di un cecchino mentre si trovava a due passi dal Vaticano. «Lì per lì», continua a raccontare su Facebook, «ho pensato di essere stata colpita da qualche passante ma, vicino a me, non c'era nessuno e la strada era semideserta. Poco dopo, anche grazie all'aiuto dei carabinieri arrivati sul posto, mi sono resa conto che mi avevano sparato con qualche tipo di arma, probabilmente ad aria compressa, e da una certa distanza. La maglietta era forata e anche nella carne si vedeva un foro netto e preciso, di circa 5 millimetri».

Necessario un intervento chirurgico

I medici che hanno visitato la vittima al pronto soccorso del Santo Spirito «hanno appurato che questo proiettile, verosimilmente di piombo o altro materiale radiopaco, è ancora in profondità nel mio braccio. Tra poco sarò quindi trasferita al Cto poiché per rimuoverlo è indicato un intervento di chirurgia specialistica», continua a scrivere Stillitano nel post pubblicato nella mattinata di oggi.

Non sarebbe il primo caso

Sulla vicenda, come si può leggere sulla stampa italiana, stanno indagando i carabinieri e tra le ipotesi ci sarebbe anche quella di un gesto mirato contro le donne che passeggiano nel quartiere. «Non so chi né perché mi abbia colpito ma alcuni esercenti di via della Giuliana mi hanno riferito che da diversi giorni si verificano spari di 'gommini' nella via, specie contro donne o turiste di passaggio, finora per fortuna mai 'centrate'. Uno di questi 'gommini' è stato anche raccolto e conservato». La vittima ricorda anche che l'episodio avrebbe potuto avere un esito ben diverso. «Il proiettile è arrivato nel mio braccio, vicino alla spalla, con molta violenza. Se mi avesse presa alla tempia, al torace o in un occhio, non so davvero cosa sarebbe successo».