Svizzera

Spedizionieri confrontati con la rivoluzione delle dogane

La Confederazione si sta adattando al cambiamento globale a livello di transito delle frontiere - Per le merci le procedure diventano più semplici, anche grazie all’informatica e allo snellimento della burocrazia
Gli spedizionieri devono affrontare molte sfide. (Foto Archivio CdT)
Gian Luigi Trucco
08.10.2019 06:00

Anche le attività doganali sono interessate dalle evoluzioni normative e, in misura massiccia, dai processi di digitalizzazione sempre più diffusi. «La dogana è sicurezza per le persone, per l’economia e per lo Stato» ha affermato Marco Lenherr, capo coordinatore degli affari internazionali DaziT presso l’Amministrazione federale delle dogane (AFD), intervenendo a Mendrisio al convegno organizzato su questo tema da SpedLogSwiss Ticino (l’associazione che a livello nazionale che rappresenta 300 imprese di spedizione e logistica) che ha avuto quale moderatore Gianfranco De Santis, giornalista di Teleticino.

Mobilità accresciuta

Cresce la mobilità di persone e di merci, si accentuano i flussi migratori, le aziende operano con tempi sempre più ridotti, e proprio per questo è nato il programma DaziT, forte di uno stanziamento di 400 milioni di franchi, per rivoluzionare l’attività del settore doganale svizzero, non solamente nei processi, sostituendo carta e moduli con il digitale, rendendo le procedure più semplici e consentendo agli automezzi di attraversare le frontiere senza fermarsi, ma nella stessa struttura ed organizzazione del settore.

La rapidità al primo posto

I primi passi riguardano ad esempio applicazioni per il pagamento delle tasse per veicoli pesanti, per le merci in transito o per le operazioni tax free relative agli acquisti compiuti all’estero. A regime le merci saranno riconosciute all’entrata, mentre le dichiarazioni doganali, oggi effettuate dagli spedizionieri, saranno redatte in forma digitale dalle aziende stesse ed i dati risulteranno accessibili in tempo reale con archivi sempre aggiornati.

Ovviamente gli obiettivi presuppongono un coordinamento ed una armonizzazione a livello internazionale, ad iniziare dall’Europa e dai Paesi con cui la Svizzera ha in vigore accordi di libero scambio. Quanto all’Unione europea, secondo Paolo Massari, consulente ed ex direttore della Dogana di Genova, seppure esiste una normativa comune, la sua applicazione fra i 27 membri subisce qualche frenata ed i tempi della riforma si allungano. Secondo Massari esistono differenze profonde fra il Nord ed il Sud dell’Europa anche in materia doganale ed il cambiamento culturale e del modo di lavorare, sia delle Amministrazione che delle aziende, non è facilmente applicabile, ad iniziare dall’Italia, ove le remore vengono dall’interno stesso della burocrazia.

La digitalizzazione avanza

Comunque le attività doganali, sempre più digitalizzate, si spostano progressivamente dalle aree portuali ed aeroportuali, verso gli agglomerati con le maggiori concentrazioni aziendali per sveltire i servizi.

Nel dibattito non poteva mancare un riferimento a Brexit ed al suo impatto sia in termini commerciali che per l’attività doganale. L’UE ne risentirà, ha affermato Massari, perché il Regno Unito ne è stato una componente rilevante ma, per Lenherr, in termini procedurali la questione può trovare soluzione attraverso tecnologie già operative, che permettono ai trasporti in partenza ad esempio da Dover, di sbrigare tutte le pratiche già sul ferry ove l’automezzo è caricato, così che possa transitare velocemente attraverso la dogana di Calais.

Trasformare l’attività

Un’evoluzione che impone anche agli spedizionieri trasformazioni radicali della loro attività, ha indicato Roberta Cippà Cavadini, CEO di Cippà Trasporti e presidente di SpedLogSwiss Ticino. Diventa fondamentale la formazione e l’investimento in tecnologia ed allacciamento alle piattaforme, allo scopo di diventare sempre meno esecutori e compilatori di moduli e sempre più consulenti delle aziende nelle relazioni con le dogane.

Ma vi sono altre sfide che attendono risposte in un futuro più lontano, come quella di una più efficace collaborazione internazionale contro il terrorismo, ha indicato Lenherr, oppure, ancor meno certa, quella relativa al controllo dell’universo immateriale e dell’e-commerce in fase di esplosione, all’interno del quale, con posta e corrieri, viaggiano merci di ogni tipo, anche vietate e pericolose, il cui controllo oggi risulta obiettivamente difficile.