Strade, nessun ritocco dei limiti di velocità

Nessun ritocco, verso l'alto, dei limiti di velocità su autostrade e strade fuori dagli abitati. È l'opinione della Commissione dei trasporti del Consiglio nazionale (CTT-N) che per 13 voti a 11 respinge un'iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Andreas Glarner (UDC/AG). Glarner vorrebbe aumentare il limite sulle autostrade dagli attuali 120 a 130 km/h e da 80 a 100 km/h sulle strade fuori dalle località. Ma per la commissione i limiti attuali si sono dimostrati efficaci: limiti più elevati «pregiudicherebbero la sicurezza stradale soprattutto fuori dalle località e aumenterebbero l'inquinamento fonico, stando a una nota odierna dei servizi parlamentari.
Cosa chiede la minoranza
Una minoranza della CTT-N propone di dare seguito alla proposta e di riportare i limiti di velocità ai valori più elevati in vigore prima del 1985. Osserva inoltre che i limiti di velocità non siano un obbligo, ma che possano essere adeguati verso il basso per garantire la sicurezza stradale. Per il deputato argoviese, i limiti attuali furono introdotti a inizio 1985 come misura di emergenza in un periodo di grande allarmismo e con l'assillo della presunta minaccia esistenziale rappresentata dal supposto deperimento delle foreste. All'epoca, scrive il consigliere nazionale, «il Consiglio federale cadde vittima del panico e dell'isteria generati artificialmente da cosiddette associazioni ambientaliste, dalla sinistra, dai Verdi allora emergenti e da chi si opponeva alle automobili». Tuttavia, al più tardi a partire dal rilevamento dei danni ai boschi condotto nel 1988, si era capito che le foreste svizzere non erano minacciate da un collasso totale.
Limiti bassi
A parere di Glarner, oggi i limiti di velocità più bassi vengono spesso giustificati con le emissioni inquinanti o la sicurezza. Entrambe le affermazioni si sono dimostrate - a suo avviso - non vere. Se si confronta un'automobile tipica del 1985 con un'auto Euro 6 odierna, si osserva una riduzione assai considerevole delle emissioni dannose. Secondo l'autore dell'iniziativa, che dovrà essere vagliata anche dall'omologa commissione degli Stati, «neanche la sicurezza stradale giustifica i limiti di velocità più bassi: considerando una mobilità quotidiana analoga, a metà degli anni '80 il rischio di rimanere uccisi o gravemente feriti in un incidente stradale era molto più elevato. Oggi, nonostante il raddoppio del numero di veicoli e l'aumento massiccio del traffico, si osserva una chiara riduzione degli incidenti gravi, nonché dei feriti e dei feriti gravi, e si registra ora circa un quarto o un quinto dei decessi di allora».