Sulla funicolare di Lanzo «siete ai piedi della scala»

Un incontro che doveva illustrare le prospettive di recupero della funicolare Lanzo d’Intelvi-Santa Margherita si è trasformato in una lavata di capo al Comitato promotore da parte dell’imprenditore Giovanni Frapolli. Imprenditore invitato all’evento, andato in scena sabato mattina al Belvedere di Lanzo, in qualità di promotore del progetto per una funicolare sotterranea tra Bosco Gurin e la Val Formazza e che, a mente del Comitato, avrebbe potuto dare degli spunti interessanti sul tema. E sì, di consigli ne sono arrivati, ma a tratti difficili da digerire. Sono infatti bastate poche frasi, lapidarie, per ridimensionare i sogni di chi da trent’anni si batte per la riapertura dell’impianto turistico e accendere un ampio dibattito. «Siete sulla strada sbagliata: se non cambiate sistema potete andare avanti a sognare. Sono anni che si parla del recupero della funicolare, si dicono sempre le stesse cose e infatti siete ancora ai piedi della scala».
«Privata-pubblica»
L’anno scorso, lo ricordiamo, il Comitato per il recupero della storica funicolare che collegava il Ceresio alla valle Intelvi aveva rinunciato, un po’ a sorpresa, al bando Interreg per ottenere i fondi per il rilancio dell’impianto aprendo la porta a un percorso, oltre che con Regione Lombardia (proprietaria della funicolare), anche con il Fondo per l’Ambiente Italiano (Fai). Durante l’evento andato in scena sabato, Regione Lombardia ha garantito lo stanziamento di 230.000 euro per la messa in sicurezza della stazione e dintorni. Ebbene, il discorso di Frapolli ruota attorno proprio a questo punto: «Basta appoggiarsi sulle spalle dello Stato e sulla politica; bisogna dare la priorità a un gruppo di privati che collabori a stretto contatto con il pubblico senza fossilizzarsi in attesa che Regione Lombardia tenda la mano. Quei 230.000 euro non servono a niente. Ci si deve concentrare sul rilancio della funicolare, poi a volano si riattiva l’economia di tutta la regione». Insomma, Frapolli sembrerebbe aver smosso le acque, tanto che è stata ventilata l’ipotesi di chiedere a Regione Lombardia di cedere la proprietà dell’impianto a un prezzo simbolico per poi poter investire nel rilancio dell’attrazione turistica (si parla di 13-14 milioni).
Durante l’incontro è stata anche "scomodata" la funicolare degli Angioli a Lugano, al centro di un più ampio progetto che mira alla riqualificazione dell’area che va dal Belvedere e dal LAC al parco del Tassino. Ebbene per Frapolli, la Città con la sua funicolare, non è che sta sbagliando, piuttosto «non sta facendo abbastanza». «Il pubblico deve preparare le basi pianificatorie che consentano a un gruppo di privati di portare avanti il progetto, sempre in collaborazione con il pubblico. Ma la partnership dovrebbe essere privata e pubblica, non viceversa. Bisogna avere il coraggio di investire e trovare degli investitori».
Presentato anche un libro
L’incontro sabato al Belvedere di Lanzo d’Intelvi è stata anche l’occasione per presentare il volume di Luigi Massari Funicolare Lanzo-Santa Margherita: ieri, oggi e domani, in cui sono raccolti documenti inediti che descrivono la storia dell'impianto, le sue attuali condizioni e le prospettive di recupero. «Abbiamo fatto cultura in questi anni, abbiamo tenuto viva un'idea e tante persone si sono avvicinate con entusiasmo al mondo delle funicolari – ha sottolineato durante la presentazione del volume il presidente del Comitato Funicolare, Adalberto Piazzoli –. Regione Lombardia ha preso coscienza di possedere un asset di grande valore e ha deciso di investire risorse importanti per la sua conservazione. E' un primo passo: ora dobbiamo trovare i fondi per farla ripartire. Contiamo anche sulla collaborazione della Svizzera e di privati interessati a investire su questa parte del lago così bella e relativamente poco conosciuta».
