«Svizzera rischia di morire se non nascono più bambini»

Nel pieno della campagna di votazione sull'iniziativa UDC che vuole limitare la crescita della popolazione elvetica un esperto di demografia lancia l'allarme: servono più figli, altrimenti il paese è destinato a estinguersi.
«Abbiamo bisogno di più nascite, altrimenti moriamo», argomenta in un'intervista pubblicata oggi dal Blick Hendrik Budliger, direttore del centro di competenza Demografik, azienda specializzata in temi demografici che fra i suoi clienti annovera fra l'altro realtà come la Confederazione, Roche, Novartis, Società svizzera impresa-costruttori, Denner o Banca Migros.
A suo avviso la Svizzera si trova di fronte a una crisi silenziosa: il tasso di natalità è crollato a 1,28 figli per donna, il minimo storico. E se non si inverte subito la tendenza, il futuro del paese è segnato. «A lungo termine, è in gioco la sopravvivenza della nostra società. Per questo motivo, la questione deve essere al primo posto nell'agenda politica. Lo stato dovrebbe investire nei bambini e nelle famiglie, nel proprio interesse fondamentale, affinché possa sopravvivere».
«I baby boomer hanno fatto un ottimo lavoro e hanno contribuito a far crescere il nostro paese, ma non hanno adempiuto a un importante impegno», argomenta il 51enne. «Hanno avuto troppi pochi figli. Con loro è iniziata la discesa del tasso di natalità. È per questo che siamo finiti nell'attuale situazione negativa, con una struttura d'età squilibrata. Se avessero avuto più figli, ci sarebbe stato bisogno di meno immigrazione». Oggi, però, il problema si acuisce: la generazione attuale continua a non avere una sufficiente prole.
Proprio per questo Budliger vede con grande preoccupazione l'iniziativa della UDC che chiede un tetto massimo di 40'000 immigrati all'anno. «Non basterà a mantenere costante il numero di occupati», sostiene. «Già ora ogni anno vanno in pensione più persone di quante ne entrino nel mercato del lavoro. Se puntassimo solo sui locali, il mercato del lavoro si ridurrebbe da anni».
Ma gli immigrati - osserva il giornalista del Blick - hanno a loro volta bisogno di persone che si prendano cura di loro, non è una spirale senza fine? «Sono un economista di formazione e mi piace vedere le cose crescere», risponde l'intervistato. «Per l'economia come per la società, il contrario, ovvero quando si assiste a un calo, è scomodo», taglia corto.