Confederazione

Svizzera Turismo: «Prevediamo un calo dei pernottamenti nel 2026»

Le tensioni in Medio Oriente «genereranno una contrazione del 2-3% dei pernottamenti sull'arco dell'intero anno», afferma Svizzera Turismo
Ats
07.05.2026 11:09

La guerra in Iran avrà un impatto significativo sul settore alberghiero elvetico, ma non si assisterà a un crollo: per l'insieme dell'anno Svizzera Turismo (ST) si aspetta una contrazione del 2-3% dei pernottamenti sull'arco dell'intero anno.

«Quello a cui stiamo assistendo è un aggiustamento», afferma in un comunicato odierno il direttore dell'organizzazione di promozione del paese, Martin Nydegger, commentando il forte calo delle notti in marzo (-5,2% su base annua) annunciato oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST). A suo avviso è fuori luogo fare paragoni con la pandemia: allora la domanda era crollata dappertutto, mentre oggi si tratta di spostamenti in singoli mercati. Gli effetti non sono quindi distribuiti in modo uniforme: gli operatori che dipendono fortemente dai mercati colpiti avvertiranno maggiormente i cambiamenti. «Svizzera Turismo prende sul serio la situazione: nel complesso, però, il sistema turistico elvetico nel suo insieme non ne uscirà scosso».

Il calo del 5,7% registrato in marzo nell'importante mercato interno si spiega, da un lato, con il fatto che nel 2026 le cosiddette vacanze sportive sono cadute nel mese di febbraio in diversi comuni densamente popolati, mentre nel 2025 erano ancora nel terzo mese dell'anno. A ciò si aggiunge il fatto che la domanda continua a normalizzarsi dopo gli anni del Covid. Sull'insieme del 2026 ST prevede cifre stabili per quanto riguarda gli ospiti svizzeri. L'estate dovrebbe andare bene: «il Ticino, ad esempio, segnala un interesse maggiore da parte dei turisti nazionali per i mesi da maggio a luglio rispetto all'anno precedente», sottolinea l'associazione.

L'ampia diversificazione della clientela - nel 2025 composta per il 48% da ospiti nazionali, per il 29% da europei e per il 23% da persone provenienti da mercati lontani - si rivela un vantaggio. «Se un mercato è in calo, gli altri compensano», osserva Nydegger. Particolarmente resiliente si sta inoltre dimostrando il settore alberghiero di lusso.

«Malgrado la crisi, prevediamo una stagione estiva stabile», riassume il direttore di Svizzera Turismo. A suo dire nel complesso il settore rimane molto resiliente: la persistente incertezza sull'evoluzione del conflitto in Medio Oriente ha sì un effetto frenante sulla domanda, ma anche nello scenario più sfavorevole ST prevede un calo dei pernottamenti non superiore all'8% per l'intero anno.