250 registrazioni cancellate dopo l’incendio al «Le Constellation»: ombre sull’inchiesta

Un’ulteriore complicazione è emersa nel corso delle indagini sulla tragedia avvenuta la notte di Capodanno a Crans-Montana: dopo le notizie in merito al guasto del sistema di videosorveglianza del bar «Le Constellation» (che si sarebbe interrotto pochi minuti prima dell’incendio), ora un’indagine della NZZ ha rivelato che anche le registrazioni di oltre 250 telecamere pubbliche della località vallesana sono state cancellate a ridosso dei tragici eventi. Lo scrive il comandante della polizia comunale, Yves Sauvain, in una lettera indirizzata al Ministero pubblico. Una missiva che fa parte degli atti dell'inchiesta e nella quale il comandante introduce però una limitazione importante: la Polizia cantonale avrebbe messo in sicurezza le immagini del 1° gennaio dalla mezzanotte fino alle 6 del mattino. L’incendio - lo ricordiamo - è iniziato alla 1:26.
Immagini sparite
Ma le immagini archiviate in quelle sei ore non bastano: erano state richieste in particolare quelle del 31 dicembre e quelle della giornata del 1° gennaio, anche dopo le 6 del mattino. Registrazioni pubbliche, tuttavia, non più accessibili, nonostante l’ordine del Ministero alla Polizia cantonale di metterle in sicurezza e di analizzarle, senza specificare una tempistica. Una sparizione decisamente problematica, in quanto entra in contraddizione con il regolamento comunale che - in materia di videosorveglianza - stabilisce che «i dati non saranno copiati e saranno conservati per un massimo di una settimana, a meno che non siano necessari per scopi investigativi». Nel Canton Vallese è infatti espressamente previsto un periodo di conservazione più lungo in casi specifici, come un’indagine. In caso contrario, le riprese vanno cancellate dopo sette giorni, che diventano cento in caso di reato, come concesso anche dal Tribunale federale. Resta, quindi, da chiarire se la polizia municipale sia stata effettivamente sollecitata dal Ministero pubblico per una conservazione più lunga. Questa potrebbe aver ritenuto che le registrazioni tra mezzanotte e le sei del mattino fossero già state messe in sicurezza dalla Polizia cantonale.
Inquirenti arrivati dopo due settimane
Nelle indagini della NZZ è anche emerso che il Ministero pubblico si sarebbe rivolto al Comune per ottenere le registrazioni complete solo il 15 gennaio, circa una settimana dopo la loro cancellazione automatica. Se confermata, questa tempistica indicherebbe un intervento tardivo anche in questa fase dell’inchiesta sull’incendio, nonostante i genitori di una vittima avessero già chiesto il 6 gennaio di mettere in sicurezza i video. La cancellazione appare tanto più sorprendente perché Crans-Montana ha sempre rivendicato l’efficacia del proprio sistema di videosorveglianza, attivo dal 2006 e considerato all’avanguardia nel Vallese. Secondo il comandante, le telecamere creano una sorta di «campana» che consente di controllare accessi e uscite dal Comune, contribuendo a un alto tasso di chiarimento dei reati. Sul fronte privato, però, il co-gestore del bar «Le Constellation», Jacques Moretti, ha parlato di un guasto del sistema alle 1:23, pochi minuti prima dell’incendio. Una versione che contrasta con il rapporto della Polizia cantonale, basato proprio sull’orario delle immagini delle telecamere del bar a partire dalle 1:26.
