A Berna il clima si fa rovente: Rösti e Parmelin sotto attacco

«Non vi lasceremo soli. D’ora in poi ci assumeremo le nostre responsabilità e faremo in modo di essere meglio preparati l’anno prossimo». Il co-presidente del PS, Cédric Wermuth, avrebbe voluto sentire queste parole durante la conferenza stampa di mercoledì tenuta da Albert Rösti. In un’intervista ai giornali di Tamedia, il consigliere nazionale argoviese si è invece detto deluso dall’inazione del «ministro» dell’Ambiente, ma non risparmia critiche nemmeno all’indirizzo di Guy Parmelin, «ministro» dell’Economia. «Il Presidente della Confederazione non è responsabile solo dell’agricoltura, ma anche della salute e sicurezza sul lavoro, dell’istruzione e dell’edilizia abitativa. In tutti questi settori c’è molto da fare», ritiene Wermuth.
Persone vulnerabili
Il co-presidente del PS auspica l’adozione urgente di una legge federale per affrontare la prossima estate, nonché una maggiore protezione delle persone particolarmente vulnerabili e misure nel campo dell’edilizia abitativa e della salute sul lavoro (come la cessazione del lavoro all’aperto oltre i 33 gradi). Tra le misure, Wermuth richiede in particolare «l’installazione di aria condizionata nelle scuole e nelle abitazioni, ma anche per i residenti delle case di riposo». Un tema già affrontato dallo stesso Rösti mercoledì. Nella conferenza stampa sulle misure contro la siccità, il «ministro» dell’Ambiente - elencando tutte le misure adottate per far fronte alla siccità e al cambiamento climatico - è stato chiaro: «L’installazione di un impianto di climatizzazione e l’adeguamento delle case di riposo ai cambiamenti climatici sono di competenza dei Cantoni e dei Comuni».
La Segreteria di Stato
Nei giorni precedenti erano invece stati i Verdi a criticare l’operato di Rösti, invitandolo a lasciare il DATEC e chiedendo la creazione di una Segreteria di Stato dedicata alla protezione del clima. A settembre, in Parlamento, si terrà un dibattito di attualità proprio sull’ondata di calore e la siccità. Il tema, infatti, resta caldo e non si esaurirà con l’arrivo dell’autunno: quattro dipartimenti devono infatti valutare entro fine ottobre «se siano necessarie ulteriori misure per far fronte alla canicola e alla siccità».
Dalla fattoria di Carrouge
Oltre agli aiuti al settore agricolo annunciati mercoledì (in particolare i 54 milioni di prestiti senza interessi messi sul piatto), Berna sta anche valutando in che modo i contadini si stanno preparando ad affrontare i periodi di siccità. Oggi Guy Parmelin si è recato in una fattoria vodese per fare il punto della situazione e manifestare solidarietà al mondo agricolo.
L’azienda agricola (che si trova a Carrouge) sperimenta colture, poi utilizzabili quale foraggio, potenzialmente più resistenti alla siccità. Il cereale, originario dell’Africa, necessita di relativamente poca acqua dopo la semina ma poi cresce anche in assenza di precipitazioni, ha spiegato la responsabile dell’azienda. La carenza di foraggio è una delle principali conseguenze della siccità estiva per gli agricoltori. A causa della mancanza di cibo per i propri animali, alcuni contadini hanno già dovuto far capo alle riserve invernali e, in alcuni casi, hanno persino dovuto mandare prematuramente le proprie mucche al macello.
