Aarau tra il lento ritorno alla normalità e la caccia all'uomo

Ad Aarau la vita è ripresa, ma solo in apparenza. A più di ventiquattro ore dai colpi d'arma da fuoco esplosi nella notte fra domenica e lunedì nella zona di Schachen, la scena del crimine accanto all'ippodromo resta transennata e il nastro bianco e rosso della polizia continua a muoversi nella brezza. Non è chiaro se serva ancora a tenere lontani i curiosi o se, dopo ore di caos, non ci sia semplicemente stato il tempo di rimuoverlo, osserva l'Aargauer Zeitung.
Il bilancio è pesante: una persona morta – una donna italiana, alla cui memoria sono state deposte rose nella fontana di un incrocio della zona – e cinque feriti. Gli spari sono stati esplosi al termine di un rave, nelle vicinanze dell'ippodromo.
Il dispositivo di sicurezza si è ridotto
Domenica pompieri e polizia avevano chiuso un'ampia area attorno all'ippodromo. Lunedì mattina, scrive la NZZ, il presidio era invece limitato al solo stadio della pista, dove sono stati sparati i colpi. La piscina dell'impianto sportivo dello Schachen ha riaperto: nella cabina della cassa siede un uomo, in acqua qualche persona anziana nuota le proprie vasche. Poca gente, del resto è ancora presto e l'aria è fresca.
«Nessun nuovo elemento»
Sul fronte delle indagini, la caccia all'uomo prosegue a pieno ritmo, ma senza risultati comunicati. Interpellata lunedì mattina, la polizia cantonale argoviese ha fatto sapere di non avere «nuove scoperte» da riferire. Alla NZZ gli agenti hanno spiegato che eventuali novità sarebbero state diffuse attraverso i canali social: «Sicuramente non nei prossimi 30 o 60 minuti». Sconosciuti restano dunque sia gli autori sia il movente. Terrorismo, strage, atto criminale di vendetta: nessuna pista è stata per ora confermata né esclusa.
Una città scossa due volte
Per Aarau è la seconda scossa in pochi giorni. Venerdì una violenta grandinata aveva colpito la città: lunedì mattina i servizi comunali erano ancora al lavoro per rimuovere gli alberi caduti e tagliare i rami pericolosi.
Il clima, annota l'Aargauer Zeitung, è più teso del solito, anche se la polizia valuta basso il rischio di nuovi episodi. Ogni volta che al mattino risuonano sirene e si accendono i lampeggianti blu, il pensiero torna alla sparatoria. E la domanda si ripresenta: sta succedendo qualcosa di brutto?
