Il caso

Aeroporto di Ginevra, scontro sul rumore notturno: residenti contro le low cost

Mentre lo scalo punta a 25 milioni di passeggeri entro il 2030, l'associazione dei residenti chiede di limitare gli atterraggi serali – Cointrin: «Voli notturni in calo, tariffe già più care»
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Marcello Pelizzari
02.07.2026 09:00

Inquinamento acustico e aeroporto di Ginevra. A che punto siamo? In futuro, scrive al riguardo la Tribune de Genève, lo scalo potrebbe disporre di un margine di manovra più ampio. Da un lato, una legge già approvata dalla Confederazione faciliterà l'autorizzazione dei progetti edilizi in prossimità degli scali, mentre un secondo testo attualmente in esame a Berna punta a «blindare» gli orari di apertura degli aeroporti. Orari che, leggiamo, non potranno essere messi in discussione.

Ed è proprio sull'accoppiata orari-inquinamento acustico che la CARPE, Associazione che difende circa 180 mila residenti della zona, ha impostato la sua battaglia. Una, nel concreto, la richiesta: chiedere al Gran Consiglio ginevrino di opporsi alla norma in discussione a Berna. La CARPE, infatti, auspica una riduzione degli orari di apertura dell'aeroporto e, soprattutto, una drastica limitazione degli atterraggi dopo le 22. A dar fastidio, va da sé, sono le low cost – easyJet in testa, con una quota del 46% a Cointrin – e il loro ritmo: decolli all'alba o prima dell'alba, atterraggi a tarda sera. «Con queste leggi, diventerebbe impossibile opporsi agli orari di apertura di Cointrin» ha tuonato non a caso Jérôme Strobel, presidente della CARPE. «Sarà inoltre più semplice costruire alloggi nelle vicinanze dell’aeroporto, nonostante i livelli di rumore abbiano un grave impatto sulla salute».

Lo stesso Strobel ha ricordato che, secondo gli standard dell'Organizzazione mondiale della sanità, i residenti nei pressi di Cointrin sono già esposti a livelli di rumore pericolosi per la salute. E ancora: «Facilitare la costruzione di edifici in questa zona è un’assurdità. Saranno le persone con scarse risorse per procurarsi un alloggio a pagarne il prezzo». L’ultima speranza per la CARPE, leggiamo, è che il Cantone si avvalga del margine di discrezionalità concesso dalla legge federale per limitare il più possibile la densificazione nelle zone soggette a rumore aereo. A proposito di orari, la CARPE punta a un'armonizzazione con Zurigo-Kloten, dove l'operatività (senza eccezioni) è limitata dalle 6 alle 23. Al momento, per contro, Ginevra concede decolli e atterraggi fino a mezzanotte. Di nuovo Strobel: «Perché la salute dei ginevrini dovrebbe essere meno importante di quella degli zurighesi agli occhi della Confederazione?».

Cointrin, interpellato dalla RTS, ha gettato acqua sul fuoco. Affermando, fra le altre cose, che gli atterraggi notturni sono diminuiti dell'1% nel 2025 e del 5% nel periodo gennaio-maggio 2026. Non solo, l'aeroporto sta già agendo a livello di tariffe in base alla categoria di rumore degli aerei. Tra le 21 e le 6, per intenderci, scattano tariffe aggiuntive, variabili a seconda dell'orario e della categoria di rumore. Esempio concreto: un aeromobile di classe I, il più rumoroso, che decolla fra la mezzanotte e le 6 del mattino deve accollarsi un sovrapprezzo di 18 mila franchi rispetto ai 1.500 previsti per un aeromobile di classe V. La CARPE, dal canto suo, ha parlato di un aumento delgi arrivi notturni. «Occorre impegnarsi maggiormente per rientrare nei limiti di rumore notturno» ha chiosato Strobel. Il problema, a detta dell'Associazione, sta anche negli obiettivi sbandierati da Genève Aéroport: 25 milioni di passeggeri entro il 2030. Lo scorso anno, erano 17,8 milioni.

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