Vallese

Agenti, droni e Super Puma: sette arresti per il furto in armeria a Sion

La Polizia cantonale ha sospeso la vasta operazione avviata dopo il colpo messo a segno nella notte – Cinque delle persone fermate sono considerate presunti autori, due i complici
© Polizia cantonale Vallese (archivio)
Red. Online
04.07.2026 11:05

Sembra avere funzionato l'ingente dispositivo messo in atto dalla Polizia cantonale vallesana dopo l'assalto avvenuto nella notte a un'armeria di Sion. Le autorità informano di avere arrestato cinque presunti autori del furto e due complici. Gli interrogatori sono già in corso e l'operazione di ricerca è stata sospesa, mentre le indagini proseguono.

Il colpo

L'allarme era scattato poco prima di mezzanotte di venerdì 3 luglio. I malviventi sono riusciti a forzare la porta principale del negozio, impossessandosi di un bottino non ancora meglio specificato prima di dileguarsi a bordo di un'auto con targhe francesi.

Per dare la caccia agli autori le autorità avevano dispiegato decine di agenti, droni e persino un elicottero Super Puma dell'esercito equipaggiato con sistemi di visione notturna e termocamere. Un'operazione di ricerca partita immediatamente su larga scala – con la collaborazione tra le polizie cantonali di Vallese e Vaud, oltre che vari corpi di polizia comunali locali e le forze aeree –, che si è concentrata nella regione di Saint-Maurice.

Il precedente solo due settimane fa

In attesa di maggiori informazioni da parte della Polizia vallesana, quello avvenuto nella notte è solo l’ultimo di una serie di furti in armerie messi in atto sul suolo elvetico.

Il 18 giugno, malviventi avevano utilizzato degli esplosivi per introdursi in un'armeria di Sion. Grazie a un'imponente operazione della Polizia cantonale vallesana, i presunti responsabili erano stati arrestati e la refurtiva recuperata. Anche in quel caso gli autori erano fuggiti a bordo di un'auto con targhe francesi ed erano stati rapidamente individuati mentre si dirigevano verso il Basso Vallese. Durante la fuga avevano forzato un posto di blocco della polizia, ma il loro veicolo era stato infine intercettato e fermato nella regione di Martigny. Due occupanti erano stati arrestati sul posto, altri tre individui erano stati rintracciati e fermati poco tempo dopo dagli agenti. Si tratta di quattro cittadini francesi e un cittadino portoghese, di età compresa tra i 17 e i 24 anni.

Nella notte del 20 giugno, anche un'armeria di Camorino era stata derubata. Gli autori si erano dati alla fuga a bordo di un'auto e ne era nato un inseguimento, prima in direzione di Locarno, poi di nuovo in direzione nord. Il veicolo era infine stato fermato in territorio di Monte Carasso. A bordo c'erano quattro uomini che si erano dati alla fuga a piedi, per poi essere fermati. La refurtiva è stata recuperata. In manette sono finiti un 19.enne cittadino algerino, un 17.enne, un 22.enne e un 25.enne cittadini francesi, tutti residenti in Francia. La task force investigativa congiunta dell'Ufficio federale di polizia (fedpol) e delle polizie cantonali sta esaminando collegamenti con casi simili e conduce indagini nei confronti di eventuali altre persone coinvolte.

Nel luglio 2025 una serie di furti aveva colpito diversi negozi d'armi svizzere: tre nel canton San Gallo e uno in Vallese nell'arco di pochi giorni. Una coincidenza che aveva spinto le autorità a valutare l'ipotesi di collegamenti tra i vari episodi.

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