La tragedia

Alcune vittime dell'incendio di Crans-Montana escluse dagli aiuti previsti dal fondo d'emergenza

Il consigliere di Stato vallesano Mathias Reynard ha assicurato che il Cantone non intende «lasciare indietro nessuno», tuttavia, ha precisato, gli aiuti devono essere proporzionati alle diverse situazioni
©Gabriele Putzu
Ats
07.11.2026 21:17

Alcune vittime dell'incendio di Crans-Montana sono state escluse dagli aiuti previsti dal fondo d'emergenza istituito dopo la tragedia. Il Canton Vallese, pur riconoscendo la loro condizione di vittime, ritiene necessario adattare i sostegni in base alla situazione individuale.

Secondo quanto rivelato sabato dai quotidiani Tribune de Genève e 24 heures, a sette sopravvissuti è stata negata l'indennizzo d'urgenza di 60'000 franchi promesso dalle autorità vallesane e dalla Confederazione. Una decisione definita «scioccante» dall'avvocato ginevrino Robert Assaël, che assiste una delle persone escluse.

«La decisione si basa su un criterio del tutto arbitrario: il pernottamento in ospedale», ha dichiarato il legale al telegiornale della televisione romanda RTS. La sua assistita avrebbe potuto essere ricoverata per una notte, ma, vista la saturazione degli ospedali, ha preferito lasciare il posto a feriti più gravi.

Intervistato dalla stessa emittente, il consigliere di Stato vallesano Mathias Reynard, responsabile del Dipartimento sanità e della socialità, ha assicurato che il Cantone non intende «lasciare indietro nessuno». Tutte le vittime riconosciute dalla LAV (Legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati) hanno diritto a un sostegno, anche finanziario. Tuttavia, ha precisato, gli aiuti devono essere proporzionati alle diverse situazioni e non necessariamente uguali per tutti.

Per accedere al fondo d'emergenza finanziato da Confederazione e Cantone, i criteri previsti sono la perdita di una persona cara oppure il ricovero in ospedale.

«Non significa mettere in dubbio la condizione di vittime» delle persone interessate, ha insistito Reynard. Il Cantone riconosce anche le loro sofferenze psicologiche, ma ritiene che non tutte le situazioni possano essere considerate allo stesso livello ai fini dell'erogazione degli aiuti.

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