Allarme per la nuova mafia curdo-turca: traffico di armi e droga, reclutamento sui social

Una nuova organizzazione criminale curdo-turca si è insediata in Svizzera, dove opera nel traffico di armi e stupefacenti, nelle estorsioni e nel gioco d'azzardo illegale. Si chiama Tolhildan, termine che in curdo significa «vendetta», ed è attiva da circa due anni, soprattutto nella regione di Basilea. A lanciare l'allarme è il capo della Polizia criminale federale, Markus Gisin, che ha confermato l'esistenza del gruppo e i suoi rapporti con un'organizzazione criminale tedesca.
La vicenda è stata ricostruita da un'inchiesta di SRF Investigativ, che ha documentato l'utilizzo sistematico dei social network da parte dei membri della banda, sia per promuovere le proprie attività illecite sia per attirare nuove reclute. Sulle piattaforme online gli affiliati si mostrano a bordo di automobili di lusso e in posa con pistole, cercando di esercitare un richiamo soprattutto sui più giovani.
Armi in vendita su Telegram e reclutamento dei giovani
Secondo quanto documentato da SRF, il gruppo commercia illegalmente armi attraverso canali Telegram. Tra i prodotti pubblicizzati figurano pistole realizzate con stampanti 3D, ma anche fucili Kalashnikov e mitragliatrici, che gli esperti interpellati dall'emittente ritengono autentici.
I canali utilizzati per la vendita compaiono e scompaiono rapidamente, mentre i profili social riconducibili ai membri del gruppo vengono periodicamente cancellati e sostituiti con nuovi account. Una strategia che rende più difficile il monitoraggio delle attività.
Oltre al traffico di armi e cocaina, i Tolhildan sarebbero coinvolti in estorsioni, racket e gioco d'azzardo illegale. Le reti sociali rappresenterebbero anche uno strumento per consolidare la presenza del gruppo e reclutare nuovi membri.
La collaborazione con i Daltons
I Tolhildan collaborano con un'altra banda, i Daltons, un'organizzazione criminale originaria di Istanbul e attiva a livello internazionale. Secondo l'inchiesta, i Daltons sarebbero coinvolti in una serie di attentati contro negozi e attività commerciali in Germania, in particolare a Berlino, Mannheim e in altre località della Renania Settentrionale-Vestfalia. Nell'aprile 2026, un incendio ha distrutto un locale specializzato in narghilè a Mannheim: secondo le autorità di polizia citate dall'emittente, dietro il rogo ci sarebbe proprio il gruppo.
Il legame tra le due organizzazioni è stato confermato da Fedpol. «La collaborazione tra i due gruppi ci è nota e si manifesta occasionalmente anche in Svizzera», ha dichiarato Markus Gisin a SRF.
L'inchiesta ipotizza inoltre che entrambe le bande possano fare riferimento a un medesimo presunto boss della droga curdo-turco, noto con il soprannome di «Siirtli Naci», considerato una figura di rilievo nel mercato europeo della cocaina e ricercato a livello internazionale.
I rapporti con il PKK e il passato dei membri
Secondo SRF, alcuni membri dei Tolhildan sarebbero vicini al Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), organizzazione clandestina curda. Il giornalista investigativo Cevheri Güven, che da anni si occupa della criminalità organizzata turca, ritiene che questo legame possa rappresentare un ulteriore elemento di pericolosità. Secondo Güven, alcuni ex combattenti del PKK avrebbero ricevuto un addestramento all'uso delle armi, circostanza che potrebbe rendere il gruppo particolarmente pericoloso rispetto ad altre organizzazioni criminali.
Il presunto capo della cellula svizzera, identificato nell'inchiesta con l'iniziale S., avrebbe tuttavia respinto ogni accusa. Contattato telefonicamente da SRF, ha ammesso di aver combattuto in passato per il PKK, sostenendo però di aver interrotto i rapporti con l'organizzazione nel 2018. Ha inoltre definito le contestazioni «assurde e prive di fondamento».
Fedpol: un gruppo dinamico e attivo oltreconfine
L'Ufficio federale di polizia, contattato dall'agenzia Keystone-ATS, ha spiegato che i Tolhildan contano in Svizzera un numero di aderenti a due cifre. Si tratta di una struttura relativamente dinamica, che modifica sporadicamente sia la propria composizione sia il proprio nome. I suoi membri operano anche oltreconfine, collaborando con altri soggetti coinvolti nella criminalità organizzata.
Diversa la struttura dei Daltons, descritti da Fedpol come un'organizzazione gerarchica e ben strutturata, presente in numerosi Paesi e attiva in diversi settori criminali. Una parte delle loro attività segue il modello del cosiddetto «crime as a service»: in sostanza, l'esecuzione di azioni criminali su commissione di terzi.
Il rischio di scontri armati e per la sicurezza pubblica
Durante il programma radiofonico HeuteMorgen di SRF, Markus Gisin ha spiegato che le attività dei Tolhildan rientrano in diversi ambiti tipici della criminalità organizzata, dal traffico di droga e armi alle estorsioni e al gioco d'azzardo illegale. «La sicurezza negli spazi pubblici è a rischio, poiché in alcuni casi i conflitti tra gruppi rivali vengono risolti con l'uso di armi da fuoco», ha avvertito il responsabile della Polizia criminale federale. Gisin ha tuttavia precisato che questi gruppi non agirebbero indiscriminatamente contro la popolazione, ma prenderebbero di mira soprattutto i propri antagonisti. Ciò non esclude, però, il rischio per persone estranee ai conflitti, che potrebbero rimanere coinvolte negli scontri.
Le indagini si presentano particolarmente complesse anche per la dimensione internazionale del fenomeno: secondo Fedpol, spesso le decisioni vengono prese all'estero, mentre in Svizzera vengono organizzati il trasporto e la logistica. Per contrastare queste reti criminali è quindi necessaria una stretta collaborazione con le autorità straniere, in particolare attraverso Europol.
