Svizzera

Arrivano le vacanze e i prezzi del carburante rischiano un nuovo aumento

I costi della benzina, dopo la distensione in Medio Oriente, sono scesi ma all'orizzonte potrebbero esserci nuovi rincari – Pesa anche il livello delle acque del Reno, in costante calo
© Gabriele Putzu
Ats
24.06.2026 14:44

I prezzi dei carburanti sono tornati a scendere in Svizzera dopo la distensione in Medio Oriente e il calo delle quotazioni sui mercati petroliferi. Tuttavia, con l'inizio delle vacanze estive e il livello del Reno in costante calo, all'orizzonte si profilano già i prossimi fattori di rincaro. Se a fine maggio, secondo i dati del TCS, per un litro di benzina senza piombo 98 si pagavano in media 2,02 franchi a livello nazionale, ora la spesa è inferiore di 10 centesimi al litro. Anche il litro di diesel si sta riavvicinando alla soglia dei 2,00 franchi, dopo aver registrato un rincaro di quasi il 20% nella fase di picco.

Prudenza, timori e speculazioni

Va ricordato che a fine febbraio - ovvero prima dello scoppio della guerra in Iran - i prezzi secondo il TCS si attestavano ancora a 1,67 franchi per la benzina senza piombo 95, a 1,78 franchi per la senza piombo 98 e a 1,79 franchi per il diesel. Per molti consumatori, tuttavia, questi ribassi potrebbero apparire insufficienti. Dai massimi di fine aprile, il prezzo sui mercati del greggio è infatti sceso da 118 dollari al barile per la qualità Brent agli attuali meno di 75 dollari, registrando una flessione di ben un terzo. «Nei rincari giocano spesso un ruolo anche la prudenza, il timore delle reazioni del mercato e la speculazione», spiega l'esperto del TCS Marco Wölfli. Nell'altra direzione, invece, i gestori delle stazioni di servizio tendono solitamente a prendersela più comoda.

Razzo e piuma

Gli economisti definiscono questo fenomeno effetto «razzo e piuma» (Rocket and Feather). L'espressione indica che in tempo di crisi i prezzi salgono repentinamente come un razzo, mentre il calo arriva al cliente finale con un effetto ritardato, scendendo lentamente come una piuma che cade. «In fase di ribasso, la logica dal punto di vista del gestore della stazione di servizio è semplice», afferma Wölfli. I prezzi più convenienti vengono ribaltati sul consumatore solo quando si ha la certezza di poter acquistare la merce a condizioni altrettanto vantaggiose. «Oppure si è semplicemente costretti a tagliare i prezzi perché un concorrente, che ha acquistato meglio al momento giusto, sta già vendendo a meno».

Il ruolo della meteo

Da parte di Avenergy Suisse, l'associazione di categoria degli importatori di combustibili e carburanti liquidi, interpellata sul tema si fa sapere: «L'aumento dei prezzi d'acquisto sui mercati del greggio deve essere inevitabilmente ripercosso dai rivenditori se vogliono operare in modo redditizio». Tuttavia, l'associazione ha dichiarato di «non poter fornire indicazioni più dettagliate» in merito ai meccanismi di fissazione dei prezzi in caso di quotazioni in calo. Inoltre il prezzo non dipende solo dal mercato delle stazioni di servizio, ma anche dalle attuali condizioni meteo: «Poiché il livello del Reno potrebbe presto scendere ulteriormente, aumentano anche i costi di trasporto», spiega Wölfli. La ragione risiede nelle limitazioni alla navigazione fluviale. Questo fattore, al pari dell'andamento del tasso di cambio tra il franco e il dollaro, potrebbe frenare la discesa dei prezzi dei carburanti. In linea di massima, il calcolo dei prezzi da parte dei gestori svizzeri si basa sul valore di riacquisto della merce e non sul prezzo di costo originario. Ciononostante, se la distensione nello Stretto di Hormuz dovesse persistere, ulteriori ribassi rimangono del tutto possibili. L'esperto del TCS consiglia in ogni caso di confrontare sempre i prezzi e di utilizzare gli appositi comparatori online dei prezzi della benzina.