Attentato di Winterthur: la polizia ha sottovalutato la minaccia?

Due giorni prima dell'attentato avvenuto a Winterthur (ZH) lo scorso 28 maggio, la squadra speciale antiterrorismo (Soko) della Polizia cantonale di Zurigo aveva già informato la fedpol sul grave stato mentale di N.D., il 31enne autore dell’aggressione a tre persone. Lo riporta il SonntagsBlick, citando fonti interne alla polizia. Stando al domenicale, la Soko ha riferito alla fedpol che l’uomo, un turco naturalizzato svizzero, aveva chiamato la polizia di Winterthur poche ore prima, dichiarando di aver bisogno di aiuto. In un discorso confuso, l’aggressore avrebbe spiegato di essere tenuto prigioniero nel proprio appartamento.
Una pattuglia della Polizia comunale è quindi intervenuta e ha portato il 31enne alla stazione di polizia, per poi ricoverarlo nel reparto di psichiatria integrata di Winterthur (IPW). Quanto emerso solleva diversi dubbi, in quanto l'islamista era già noto alle forze dell’ordine e sotto osservazione delle autorità di sicurezza più di quanto noto fino ad ora. Nonostante ciò, il giorno prima dell'attacco terroristico, N. D. è stato dimesso dal reparto psichiatrico.
In seguito all’accoltellamento di tre passanti, il consigliere di Stato e direttore della Sicurezza del Cantone di Zurigo, Mario Fehr, in una conferenza stampa ha definito l'attacco un «atto di terrorismo», rendendo pubbliche le generalità dell'aggressore arrestato. Il comandante della Polizia cantonale, Marius Weyermann, ha invece ricostruito la sequenza della telefonata, del ricovero e della dimissione. «Il 27 maggio un medico lo ha valutato e ha stabilito che non rappresentava più un pericolo per sé stesso o per gli altri. Ha lasciato la clinica quella sera stessa», ha spiegato. Fehr, riferendosi alla valutazione clinica, ha parlato di un «evidente errore di valutazione», chiedendo la revoca della cittadinanza svizzera e il rimpatrio in Turchia dell’uomo: «Non vogliamo assolutamente persone del genere in Svizzera», ha sentenziato.
Fehr e Weyermann hanno tuttavia omesso di dire che la Soko era a conoscenza delle allucinazioni manifestate dall’islamista negli ultimi giorni e che ne era allarmata, senza però intervenire in modo più efficace. Il portavoce della polizia cantonale Kenneth Jones, interpellato dal SonntagsBlick, si è limitato a commentare che «è in corso un procedimento del Ministero pubblico della Confederazione».
Le autorità, durante la conferenza stampa del 28 maggio, hanno pure affermato che l’autore dell’attentato era tornato dalla Turchia poco prima dell’attacco, dopo esser rimasto all'estero per circa due anni. Una informazione, questa, smentita dalla madre del 31enne, secondo la quale il figlio era tornato a Winterthur lo scorso agosto.
N.D. è noto alla Polizia cantonale zurighese da anni, almeno dal 2015. All’epoca era stato denunciato per propaganda a favore dello Stato Islamico (IS). Il suo nome, inoltre, ricorre spesso negli atti giudiziari relativi alle indagini sulla scena islamista di Winterthur legata alla moschea An’Nur.
