Zurigo

Avevano trovato casa al cimitero, caprioli allontanati da Winterthur

Visitatori e persone in lutto hanno protestato perché gli ungulati mangiavano gli addobbi floreali delle tombe – Installati anche cancelli automatizzati
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Ats
19.10.2026 12:14

Attirati dalla quiete e dai fiori sulle tombe, diversi caprioli avevano trasformato il cimitero di Winterthur nel loro pascolo abituale. Stamane le autorità hanno allontanato gli animali. Un intervento completato dall'installazione di nuovi cancelli automatizzati.

Gli operatori del servizio di manutenzione del verde pubblico della città di Winterthur (ZH) sono intervenuti in risposta alle proteste delle persone in lutto e dei visitatori, allontanando dal cimitero gli ungulati in accordo con l'Ufficio cantonale della caccia e della pesca. A tale scopo è stata smontata la recinzione nella parte nordoccidentale del camposanto. Gruppi di battitori hanno perlustrato l'area, spingendo i caprioli a rientrare nel bosco.

Mangiavano i fiori

Affinché in futuro gli addobbi floreali delle tombe non finiscano più come pasti dei caprioli, le autorità hanno poi fatto istallare tre nuovi cancelli nell'area degli edifici di servizio, dotati di chiusura automatica. Anche lo storico cancello principale è stato automatizzato; inoltre, la recinzione del cimitero è stata migliorata ed elevata in diversi punti. Per queste misure, a giugno la città ha stanziato un credito d'impegno di 100.000 franchi.

La città invita tuttavia anche i visitatori alla massima cautela, raccomandando di chiudere e non bloccare le porte sul lato del bosco dopo il passaggio.

Un caso analogo a Riehen (BS)

La presenza di caprioli nei cimiteri svizzeri aveva già aperto accesi dibattiti in passato: nel 2020, infatti, al cimitero di Hörnli a Riehen (BS) una popolazione cresciuta fino a circa 20-25 esemplari aveva causato ingenti danni alla vegetazione.

Inizialmente, il Dipartimento di giustizia e sicurezza di Basilea Città aveva autorizzato l'abbattimento controllato degli animali, suscitando però forte sdegno e l'opposizione delle organizzazioni animaliste, che avevano raccolto oltre 80'000 firme.

A seguito delle proteste, nel 2023 le autorità basilesi e giurassiane avevano infine raggiunto un accordo alternativo: invece di essere soppressi, gli esemplari in esubero erano stati catturati e trasferiti nei boschi nei pressi di Delémont.