Sanità

Berna dovrà divulgare i contratti per l'acquisto dei vaccini anti-Covid

Lo ha deciso il Tribunale amministrativo federale (TAF): si tratta dei contenuti dei contratti stipulati con le aziende Novavax, Moderna Tx e Moderna Switzerland.
©CdT/Chiara Zocchetti
Ats
17.02.2026 14:44

La Confederazione dovrà divulgare i contenuti dei contratti stipulati con le aziende farmaceutiche per l'acquisto dei vaccini contro il Covid-19. Lo ha deciso il Tribunale amministrativo federale (TAF) accogliendo i ricorsi presentati da tre cittadini.

I tre chiedevano, sulla base della Legge sulla trasparenza, l'accesso ai contratti stipulati dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e dalla Farmacia dell'esercito. L'UFSP aveva respinto tali richieste alla fine del 2023. Le decisioni riguardavano le aziende Novavax, Moderna Tx e Moderna Switzerland.

In una sentenza pubblicata oggi, il TAF ha sostenuto che nessuna delle eccezioni previste dalla legge sulla trasparenza è applicabile al caso in esame. In particolare, non c'è motivo di temere un pregiudizio agli interessi di politica estera o alla reputazione della Svizzera.

La pandemia di coronavirus può essere considerata superata allo stato attuale. L'eventuale insorgere di una nuova pandemia resta incerto, così come il numero di produttori di vaccini coinvolti, i prezzi praticati e le condizioni di acquisto.

Secondo il TAF, la pubblicazione dei contratti potrebbe risultare «scomodo» per la controparte, in quanto consentirebbe confronti con i prezzi attualmente applicati e inseriti nell'elenco delle specialità. Tuttavia, l'accesso a tali informazioni non comporta l'impossibilità di attuare una misura della Confederazione, come previsto dalla clausola di eccezione contenuta nella legge sulla trasparenza.

Per giustificare il suo rifiuto, l'UFSP aveva in particolare sostenuto che una divulgazione avrebbe creato in Svizzera un obbligo di trasparenza superiore a quello di altri paesi. Ciò, secondo l'UFSP, avrebbe minato la fiducia dei produttori e li avrebbe resi meno inclini a negoziare con un mercato di piccole dimensioni come quello svizzero.

Dalla sentenza emerge inoltre che l'UFSP ha evocato i legami della Svizzera con altri Stati. I produttori attivi a livello internazionale tendono ad armonizzare i loro contratti. Pertanto, la divulgazione degli accordi svizzeri equivarrebbe indirettamente a rendere pubblici quelli conclusi con la Commissione europea o con altri paesi.

La sentenza non è definitiva e può ancora essere impugnata dinanzi al Tribunale federale. Prima di decidere se farlo, l'UFSP desidera analizzare in modo approfondito la decisione, ha dichiarato a Keystone-ATS.