La conferenza

Berna, parla Volodymyr Zelensky: «Neutralità non significa ignorare la realtà»

Il presidente ucraino in conferenza stampa con Viola Amherd: «La Svizzera svolge un ruolo importante negli sforzi volti a trovare una soluzione di pace giusta»
Red. Online
15.01.2024 17:30

È arrivato. In ritardo rispetto alle 17.30 concordate. Il presidente ucraino Volodymry Zelensky, atterrato stamane in Svizzera, si è presentato davanti a microfoni e telecamere, accompagnato dalla presidente della Confederazione Viola Amherd. L'appuntamento con i media è stato organizzato presso la Residenza del Lohn, a Kehrsatz, non lontano da Berna. Ed è stata proprio Amherd, citando fra le altre cose pure la Conferenza di Lugano sulla ricostruzione dell'Ucraina, ad aprire le danze. Ricordando da una parte l'aiuto offerto dalla Confederazione a Kiev e, dall'altra, la solidarietà mostrata dal nostro Paese. Di più, la consigliera federale ha ribadito che la Svizzera è pronta a organizzare una conferenza di pace. E che le parti, nel nostro caso il Dipartimento federale degli affari esteri, sono pronte per la pianificazione.

Amherd ha pure ricordato, concretamente, l'impegno della Svizzera nello sminamento dell'Ucraina: il 29 settembre scorso, ha spiegato la presidente, il Consiglio federale ha approvato fondi per un importo di 100 milioni di franchi per liberare aree civili e agricole in Ucraina e consentire la ricostruzione del Paese. 

Zelensky, in tradizionale tenuta militare, ha ringraziato l'omologa per l'accoglienza e il supporto. Quindi, ha cominciato a parlare. In ucraino. «La Svizzera svolge un ruolo importante negli sforzi volti a trovare una soluzione di pace giusta» ha detto il leader di Kiev. E ancora: «Neutralità non significa ignorare la realtà». Nel suo breve intervento, Zelensky ha altresì lanciato l'ennesimo appello riguardante i fondi russi bloccati: devono essere usati per la ricostruzione dell'Ucraina, ha spiegato il presidente. Il quale ha accolto con favore il sostegno della Svizzera a un'indagine che ritenga responsabile la Russia dei suoi crimini. 

L'Ucraina, come ha ricordato in apertura di conferenza Amherd, vivrà un altro inverno caratterizzato dalla guerra. E Zelensky, al riguardo, ha ricordato l'importanza delle sanzioni occidentali. Il motivo? Fra gli altri, i missili che colpiscono le città ucraine. «Le sanzioni sono uno strumento importante per porre fine agli attacchi russi» ha spiegato Zelensky. «Ogni missile che colpisce l’Ucraina contiene componenti forniti dall’Europa». Alla domanda se la Svizzera stia facendo abbastanza per l'Ucraina, per contro, il leader di Kiev ha risposto: «Molti politici svizzeri hanno constatato personalmente i danni causati dagli attacchi russi. È importante contribuire alla ricostruzione del nostro Paese, in particolare al ripristino dell'approvvigionamento energetico». E ancora: chi dovrebbe partecipare alla conferenza di pace promessa da Viola Amherd? «Il mondo intero è contro la Russia. Se vogliamo che questa guerra finisca, bisogna sostenere l'Ucraina».

C'è stato spazio pure per un siparietto ironico: quando è stata sancita la fine della conferenza, infatti, Zelensky ha notato un applauso particolarmente timido da parte dei giornalisti in sala. «Non troppo forte» ha sentenziato, sorridendo.

Che cos'è la Residenza del Lohn

La Residenza del Lohn è stata costruita tra il 1782 e il 1783 come signorile e confortevole dimora di campagna per la famiglia patrizia bernese Beat Emanuel e Marie Charlotte von Tscharner. Nel 1942 l'ultima proprietaria, Helene Welti-Kammerer, l'ha donata alla Confederazione Svizzera in memoria di suo suocero, il consigliere federale Emil Welti.

Da allora il Consiglio federale la utilizza per ricevere numerosi capi di Stato e di governo. Tra questi si ricordano personalità come il primo ministro britannico Winston Churchill, il presidente francese François Mitterrand e il presidente polacco Lech Walesa. Anche la regina Elisabetta e il principe Filippo d'Inghilterra hanno soggiornato nella Residenza del Lohn come praticamente tutte le coppie reali europee. Dal 1994 gli ospiti non sono più accolti nella Residenza del Lohn, ma nella maggior parte dei casi nell'Hotel Bellevue di proprietà della Confederazione.

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