Blatten, il 25% dell'indennizzo resta congelato: e i proprietari di case secondarie si arrabbiano

Più di un anno dopo la frana che ha cancellato Blatten, il conto non è ancora chiuso. Il 28 maggio 2025 una gigantesca colata di roccia, ghiaccio e fango si era abbattuta sul villaggio vallesano, seppellendo 130 case sotto un cumulo di detriti alto fino a trenta metri. Le abitazioni restano inagibili e chi ha perso tutto continua a interrogarsi sul proprio futuro abitativo.
A riaccendere il dibattito, scrive il Blick, è ora il meccanismo di indennizzo adottato dalla Mobiliare. L'assicuratore ha previsto per Blatten una disposizione speciale: il 75% della somma assicurata viene versato immediatamente. Il restante 25%, però, è condizionato. Per incassarlo, l'assicurato deve costruire o acquistare entro cinque anni un immobile con la stessa destinazione d'uso nel Cantone Vallese.
«Sono troppo vecchio per reinvestire»
Werner Richter, nome modificato, e la moglie possedevano a Blatten una residenza secondaria, distrutta completamente dall'evento. Alla notifica del sinistro si sono visti applicare la regola speciale. «Sono troppo anziano per investire di nuovo in un alloggio in Vallese», lamenta il proprietario che, di riflesso, denuncia quella che considera la creazione di due categorie di sinistrati: chi reinveste nel Cantone e riceve l'intero importo, e chi invece ne resta privato.
Il nodo, secondo lui, riguarda soprattutto chi non vive stabilmente sul posto. «Questa restrizione tocca la maggior parte degli abitanti di Blatten. I proprietari di residenze primarie possono forse accettarla, perché restano nella regione e intendono comunque investirvi. Ma per i proprietari di residenze secondarie, sottoposti alla legge sulle abitazioni secondarie, è estremamente difficile trovare anche solo un immobile che corrisponda alle loro esigenze».
Una regola senza base legale
Interpellata sul tema, l'Associazione svizzera d'assicurazioni (ASA) ha confermato che la disposizione non poggia su alcuna base legale. Viene presentata piuttosto come un aiuto d'urgenza, pragmatico, giustificato dall'elevato numero di edifici danneggiati e pensato per sostenere i sinistrati.
Va detto che, rispetto alle condizioni generali d'assicurazione (CGA) della Mobiliare, la soluzione speciale presenta anche dei vantaggi. Le CGA prevedono infatti il versamento integrale della somma assicurata soltanto se l'abitazione viene ricostruita nello stesso Comune ed entro 24 mesi. La regola adottata per Blatten concede più tempo e, poiché il villaggio è ormai classificato come zona a rischio, allarga il perimetro di ricostruzione all'intero Cantone. La limitazione al Vallese risponde soprattutto a ragioni economiche.
La Mobiliare, contattata dal Blick, ha spiegato che si tratta di una soluzione complementare e più favorevole ai clienti rispetto a quanto previsto originariamente dal contratto. L'assicuratore ha precisato che chi la contesta può opporsi presso la compagnia e, se necessario, adire le vie legali. I coniugi Richter non sono dunque obbligati ad accettarla: possono attenersi alle condizioni generali, ritrovandosi però in una situazione meno vantaggiosa.
Il nodo di fondo
Il caso solleva una questione più ampia: perché subordinare il versamento della somma assicurata a un reinvestimento nel Comune o, come in questo caso, nel Cantone in cui si trovava l'immobile assicurato? L'esigenza risulta particolarmente problematica per i proprietari di residenze secondarie, che vivono prevalentemente altrove e hanno quindi meno motivi per reinvestire sul posto. Senza contare il fattore anagrafico: a una certa età, l'idea di rimettersi a costruire perde attrattiva. Si tratta di situazioni individuali, chiosa il Blick. Situazioni che, tuttavia, si inseriscono in un obiettivo economico più vasto: trattenere il più possibile i proprietari nella regione e incentivarli a reinvestirvi.
