Calmy-Rey punta il dito contro le «autorità e i proprietari del bar» di Crans-Montana

L'ex consigliera federale Micheline Calmy-Rey punta il dito contro le «autorità e i proprietari» del bar «Le Constellation» per la tragedia di Crans-Montana. Durante il suo mandato nell’Esecutivo federale, dal 2003 al 2011, rappresentava il canton Ginevra, ma è cresciuta a Sion ed è originaria della località vallesana teatro della strage, dove la ex «ministra» possiede uno chalet con le sorelle.
In una intervista al Blick, Calmy-Rey ha riferito di «vergognarsi» per quanto avvenuto la notte di Capodanno: «Sono andate storte tante cose. Le autorità e i proprietari dei bar sono responsabili di quanto accaduto. È semplicemente orribile. La gente piange, si sente il dolore ovunque. Per me, c'è chiaramente un prima e un dopo Crans-Montana. Niente sarà più lo stesso». E ancora: «Sono stati commessi degli errori. Le indagini devono ora essere condotte con attenzione e rigore. La Svizzera è uno Stato di diritto. È giunto il momento di chiedere scusa, ma le scuse da sole non bastano».
Secondo la ex consigliera federale, infatti, ora è necessario «porre fine agli accordi segreti e ai legami tra politica e interessi personali. Questo nepotismo deve finire, anche se ci conosciamo. E allo stesso tempo, dobbiamo rimanere uniti come comunità. Sarà molto difficile. Ma la verità deve venire a galla».
Per Calmy-Rey, in seguito alla morte di 40 persone e il ferimento di oltre 100 in una sola notte, «Crans-Montana non può più essere un luogo dove poter semplicemente ridere senza pensieri. Sembra un cimitero. La località non è più la stessa».
La ex consigliera federale, «parlando di dolore quasi insopportabile», ha quindi rivolto i suoi pensieri «alle persone che sono morte nell'incendio e ai loro genitori». Aggiungendo di essere «profondamente dispiaciuta per queste famiglie, i cui figli avrebbero avuto tutta la vita davanti a sé». Sottolineando infine come la ricerca della verità sia un dovere nei confronti delle famiglie delle numerose vittime. Ma non solo. Infatti, «in gioco c’è l'onore di Crans-Montana, l'onore del Vallese e persino l'onore della Svizzera».
Nonostante i pesanti attacchi dei giornalisti, sia in Svizzera che all’estero, Calmy-Rey ha definito importanti le critiche, cosi come la pressione esercitata dagli avvocati delle famiglie che hanno perso un loro caro. Le critiche, secondo la ex consigliera federale, devono spingere le autorità vallesane ad adottare le misure necessarie, affinché una tragedia del genere «non si ripeta mai più».
