Svizzera

Candidatura all'UNESCO per il patrimonio alimentare alpino

È coordinata dalla Svizzera e sostenuta da Francia, Italia e Slovenia, in vista dell’iscrizione nel Registro delle buone pratiche di salvaguardia del patrimonio culturale immateriale
© CdT/ Chiara Zocchetti
Ats
30.03.2026 14:55

La Svizzera ha depositato all’UNESCO la candidatura multinazionale «Patrimonio alimentare alpino: programmi culturali di salvaguardia promossi dalle comunità», in vista dell’iscrizione nel Registro delle buone pratiche di salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Questa candidatura, favorita dal rinnovato interesse per un’alimentazione sostenibile, è coordinata dalla Svizzera e sostenuta anche da Francia, Italia e Slovenia.

L'importanza delle comunità alpine

Il patrimonio alimentare alpino riunisce un insieme di saperi, pratiche e tecniche legati all’alimentazione nelle regioni montane dell’arco alpino. Vi rientrano per esempio la produzione del formaggio d’alpe, la coltivazione e la panificazione di cereali adatti agli ambienti alpini, la raccolta di piante selvatiche, il mantenimento dei frutteti tradizionali o l’apicoltura di montagna. Evolutesi a seguito delle condizioni ecologiche d’alta quota e grazie a una lunga tradizione di cooperazione tra diverse valli, queste pratiche costituiscono un patrimonio vivente strettamente legato ai paesaggi, ai sistemi agricoli e alle usanze delle comunità alpine.

Le iniziative

La candidatura presentata all’UNESCO è volta a dare riconoscimento ai programmi di salvaguardia promossi dalle comunità per identificare, documentare, trasmettere e valorizzare questo patrimonio. Essa mette in risalto le collaborazioni sviluppatesi lungo l’arco alpino per incentivare gli scambi, rafforzare la trasmissione intergenerazionale del sapere e promuovere forme di produzione e consumo sostenibili. Queste iniziative fanno capo alla rete transnazionale sviluppata nell’ambito del progetto europeo AlpFoodway (2015–2019), oggi portata avanti da numerose organizzazioni, istituzioni e comunità, dando vita a una dinamica di idee che si concretizzano in svariati progetti. Uno di questi è ad esempio il festival transfrontaliero Lo Pan Ner, dedicato al pane di segale tradizionale e celebrato ogni autunno in vari villaggi alpini, in Svizzera nello specifico in Vallese e Valposchiavo.

Una prima

L’Ufficio federale della cultura (UFC) assicura il coordinamento internazionale della candidatura, collaborando con una rete di organizzazioni partner e con la Francia, l’Italia e la Slovenia. In Svizzera la preparazione del dossier è stata seguita dalle organizzazioni Polo Poschiavo, Centre régional d’études des populations alpines (CREPA), Culinarium Alpinum, Fondazione per la promozione del gusto, Patrimonio culinario svizzero e Associazione svizzera dei DOP–IGP. È la prima volta che la Svizzera si occupa di coordinare una candidatura presentata per l’iscrizione nel Registro delle buone pratiche di salvaguardia dell’UNESCO, che contiene programmi esemplari in grado di ispirare anche altre regioni del mondo. Il dossier di candidatura verrà ora esaminato e la decisione è attesa non prima del dicembre 2027.

La Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO

Con la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale l’UNESCO si prefigge di proteggere un patrimonio che non si iscrive essenzialmente nella pietra e nello spazio ma nelle conoscenze, nelle pratiche comunitarie e nelle interazioni sociali. Tale patrimonio comprende tradizioni viventi come le espressioni orali, le arti dello spettacolo, le pratiche sociali, i riti e le feste, le conoscenze relative alla natura e all’universo e le abilità artigianali. Illustra così la creatività umana e testimonia la grande diversità delle espressioni culturali nel mondo.