C'è anche una famiglia svizzera bloccata nel porto di Dubai

Tra gli svizzeri bloccati negli Emirati Arabi Uniti dall'escalation della guerra in Medio Oriente, c'è anche una famiglia di Svitto. La quale è volata a Dubai alla fine di febbraio e aveva in programma di imbarcarsi su una crociera MSC lo scorso fine settimana. Il 59.enne, che ha raccontato la situazione a 20 Minuten, si trova a bordo della nave – la MSC Euribia – insieme alla moglie e alla figlia di 4 anni. «Il volo per Dubai è andato secondo i piani. Ma la prima sera a bordo è arrivato l'annuncio del capitano: a causa della situazione attuale, la nave sarebbe rimasta nel porto, per il momento. Due giorni dopo, la crociera è stata ufficialmente cancellata. Da allora, non resta che aspettare. Siamo praticamente rinchiusi».
Due volte al giorno, racconta lo svizzero, il capitano informa gli ospiti tramite altoparlante sulla situazione. Chi ha domande deve rivolgersi alla reception. La tensione degli ospiti e dell'equipaggio è palpabile: «Si formano regolarmente code, l'atmosfera è tesa. Molti danno sfogo alla loro rabbia e frustrazione per la situazione. Ci viene detto che dobbiamo essere comprensivi, che è difficile per MSC».
Ulteriore malcontento è causato dall'organizzazione del viaggio di ritorno. Secondo un comunicato di MSC Crociere, fino a sabato sono stati organizzati sette voli per 1.500 ospiti, affinché potessero lasciare la regione. La MSC Euribia può ospitare oltre 6.000 passeggeri. Venerdì 6 marzo, un primo contingente di circa 140 italiani è atterrato all’aeroporto di Fiumicino a bordo di un Airbus A380 della Emirates, parte del piano di evacuazione coordinato dalla Farnesina e da MSC Crociere. Erano 563 gli italiani bloccati sulla nave.
MSC Crociere ha fatto sapere di collaborare in modo continuativo con i vettori aerei, in particolare con Emirates ed Etihad Airways, «al fine di individuare e garantire voli di rientro per gli ospiti nel più breve tempo possibile». «La situazione a bordo – è stato spiegato – continua ad essere serena. Gli ospiti ricevono aggiornamenti regolari e tempestivi sull'evoluzione degli eventi e continuano ad avere pieno accesso a tutti i servizi e alle strutture della nave. Stiamo anche cercando di ottenere dalle compagnie aeree la massima priorità per tutti gli ospiti; al momento, le compagnie aeree che hanno ripreso le operazioni nell'area hanno comunicato che seguiranno un ordine di precedenza basato sulla data originaria del volo. Per accelerare ulteriormente le operazioni di rimpatrio, stiamo valutando soluzioni alternative, tra cui l'organizzazione di voli charter in partenza da Dubai, Abu Dhabi o Muscat. Allo stesso tempo manteniamo un coordinamento continuo e diretto con le autorità locali, le ambasciate e i ministeri degli Affari Esteri competenti, al fine di sostenere e facilitare il rientro in sicurezza dei nostri ospiti».
Secondo il 59.enne di Svitto, però, per MSC ci sarebbe una sorta di sistema di priorità: «Prima vengono assistiti gli ospiti che hanno prenotato la crociera e il volo direttamente tramite la compagnia, poi gli ospiti che hanno effettuato la prenotazione tramite agenzie di viaggio. Chi ha organizzato il volo autonomamente deve provvedere da sé, indipendentemente dalla categoria di cabina o dallo status».
Ad ogni modo, la sensazione maggiore è quella dell'incertezza. Perché, racconta ancora lo svizzero, «ci è stato detto che la nave dovrebbe chiudere l'11 marzo. Noi abbiamo prenotato un volo per il 13 marzo da Francoforte a Zurigo. Ma non sappiamo cosa fare tra l'11 e il 13. E a bordo è anche impossibile lavorare perché la connessione Internet è instabile». Ciò che rimane è la vista dello skyline di Dubai e l'attesa del prossimo annuncio.
