Svizzera

Cherosene, Zurigo rischia di restare a secco e Berna sblocca le scorte

Via libera al prelievo di 30.000 metri cubi dalle riserve obbligatorie: treni merci in ritardo e Reno in secca mettono in difficoltà lo scalo
Red. Online
15.10.2026 15:47

L'aeroporto di Zurigo rischia di rimanere a corto di cherosene. Per scongiurare una penuria, la Confederazione ha deciso di attingere alle scorte obbligatorie. Lo ha comunicato oggi, giovedì, l'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese (UFAE): dal 15 ottobre al 1° novembre compreso potranno essere prelevati fino a 30.000 metri cubi di carburante per aerei.

Il 6,5% delle riserve

Il via libera porta la firma di Roland Pfister, delegato all'approvvigionamento economico del Paese. Si tratta di una «riduzione temporanea della copertura del fabbisogno», con limitazioni sia temporali sia quantitative. I 30'000 metri cubi sbloccati, ossia 30 milioni di litri, corrispondono al 6,5% delle scorte obbligatorie di cherosene attualmente disponibili in Svizzera.

Treni in ritardo e Reno in secca

All'origine del problema ci sono le interruzioni e i notevoli ritardi nel trasporto ferroviario internazionale di merci, in particolare sulle linee provenienti dalla Germania. A peggiorare la situazione contribuisce il basso livello del Reno: diverse merci che di norma viaggiano via nave sono state trasferite su una rete ferroviaria già fortemente sovraccarica. Le forniture mancate, precisa l'UFAE, non possono essere recuperate in tempo utile.

Il quadro tracciato da Berna è chiaro: «Senza misure aggiuntive, le scorte disponibili all'aeroporto di Zurigo non basterebbero per colmare il vuoto venutosi a creare». Con i prelievi dalle riserve obbligatorie, spiega l'Ufficio federale, è possibile «sostenere il mercato in modo mirato e scongiurare una penuria». Il comunicato non fa per ora riferimento a ripercussioni sui voli.

Il Reno è del resto una via d'importazione fondamentale per i prodotti petroliferi destinati alla Svizzera, che arrivano nei porti renani di Basilea. Non a caso, l'UFAE segnala che anche l'approvvigionamento di benzina, gasolio e olio da riscaldamento è peggiorato rispetto alla settimana precedente. Resta però, per il momento, garantito.

Francoforte in affanno

Il problema non riguarda soltanto la Svizzera. Anche l'aeroporto di Francoforte, il più grande della Germania, rischia di restare a secco. Lo riferisce il portale specializzato aeroTELEGRAPH, riprendendo un'esclusiva della Bild. Sullo scalo tedesco gli aerei consumano in media circa 15 milioni di litri di cherosene al giorno. Le riserve, distribuite in dieci serbatoi per una capacità complessiva di 186 milioni di litri, basterebbero in teoria per circa dodici giorni senza nuove consegne.

Anche qui, a pesare è il Reno: da mesi le navi cisterna raggiungono a fatica, o soltanto con carichi ridotti, il terminal sul Meno da cui viene rifornito l'aeroporto. A ciò si aggiunge una capacità limitata dell'oleodotto, per motivi non precisati. Per fare un paragone, i 30'000 metri cubi sbloccati da Berna equivalgono a circa due giorni di consumo a Francoforte.

Il «tankering» di Lufthansa

Lufthansa, la principale compagnia dello scalo e casa madre di Swiss, ha quindi chiesto ai suoi piloti di fare più carburante del necessario in altri aeroporti prima di rientrare a Francoforte, così da rifornirsi meno, o per nulla, sul posto. Nel gergo del settore la pratica si chiama tankering e riguarda soprattutto i voli a corto raggio, ma sempre più spesso anche il lungo raggio. L'obiettivo è evitare di dover lasciare a terra passeggeri o merci.

Il gruppo conferma: «Al momento possono verificarsi limitazioni nell'approvvigionamento di cherosene all'aeroporto di Francoforte», ha dichiarato una portavoce. «Lufthansa ha adottato a titolo precauzionale diverse misure per garantire un'operatività affidabile». Tra queste, il rifornimento supplementare su determinate tratte. «Per il momento non sono quindi da prevedere cancellazioni di voli».

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