Abusi sessuali

Chiesa cattolica, test psicologico obbligatorio per i futuri operatori pastorali

Dopo una fase pilota con 72 valutazioni giudicata positiva, la procedura entra a regime nell’ambito delle misure contro gli abusi sessuali in Svizzera
© Shutterstock
Red.Online
03.02.2026 13:41

Nel corso del 2025 la Chiesa cattolica ha introdotto test psicologici attitudinali obbligatori per i futuri operatori pastorali, nell’ambito delle misure adottate contro gli abusi sessuali. Dopo una fase pilota giudicata positiva, la procedura entra ora a pieno regime. I candidati al sacerdozio e i futuri operatori pastorali laici devono quindi sottoporsi a questo test standardizzato.

La procedura prevede una valutazione articolata in quattro fasi e si basa sulle «competenze fondamentali necessarie per svolgere l’attività pastorale ed esercitare con successo la professione», sottolineano in una nota congiunta la Conferenza dei vescovi svizzeri, la Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera e la Conferenza degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica in Svizzera. Il percorso comprende un test psicologico, un colloquio basato sulle competenze, un colloquio clinico-forense e un colloquio finale di idoneità con i responsabili della formazione. Il modello di valutazione è stato sviluppato dal gruppo di lavoro guidato dal prof. Jérôme Endrass, responsabile Ricerca e Sviluppo presso l’Ufficio per l’esecuzione penale e il reinserimento del Cantone di Zurigo, in collaborazione con dieci esperti di psicologia e psichiatria forense e di diagnostica del personale.

Durante la fase pilota, svoltasi da aprile a fine 2025, sono state effettuate 72 valutazioni di idoneità in tutte le diocesi svizzere (60 in tedesco, 6 in francese e 6 in italiano). Secondo le autorità ecclesiastiche, i test sono stati in gran parte ben accolti dai candidati, che li hanno giudicati professionali e corretti, pur definendoli impegnativi e in alcuni casi molto faticosi. In singoli casi, sulla base delle raccomandazioni degli esperti, i responsabili competenti hanno deciso di non proseguire la collaborazione con alcune persone valutate, senza tuttavia fornire cifre precise.

Oltre a individuare eventuali candidati non idonei, la procedura consente di definire obiettivi formativi individuali. I candidati ricevono una valutazione esterna delle proprie capacità e dei propri limiti, sulla base della quale vengono concordate fasi di sviluppo e misure di sostegno. Le valutazioni rappresentano così sia una misura preventiva contro gli abusi sessuali e spirituali, sia un elemento centrale nello sviluppo del personale per gli operatori pastorali.