Cinque centesimi nel mirino, con il Ticino in prima linea per la sua abolizione

Il cinque centesimi, la più piccola moneta svizzera, ha sempre meno sostenitori, al punto che il 54% dei confederati si dice favorevole a una sua abolizione. È quanto emerso da un sondaggio del commerciante di metalli preziosi Philoro – in collaborazione con l’Università di San Gallo – riportato dal Blick. E tra coloro che sono maggiormente propensi all’abbandono della piccola moneta ci sono i ticinesi: l’80% della popolazione sarebbe propenso a una rinuncia. Sulla stessa onda i romandi, con il 68% dei favorevoli, mentre in Svizzera tedesca l’abolizione del cinque centesimi vede la popolazione divisa al 50%. Un chiaro segnale che il futuro della piccola moneta in lega di bronzo dipenderà molto dalle sensibilità regionali. L’8 marzo – lo ricordiamo – le cittadine e i cittadini svizzeri saranno chiamati a esprimersi sull’iniziativa per il contante e sul relativo controprogetto diretto.
Il ritorno del contante
No, dunque, al 5 centesimi, ma «sì» al mantenimento del resto del contante, che sta addirittura vedendo una rinascita. Sempre stando al sondaggio riportato dal quotidiano d’oltralpe, solo l’11,2% degli interpellati non sarebbe sorpreso da una sua totale abolizione. Un ritorno, quello dell’uso del contante, evidenziato anche dai dati degli ultimi anni: se nel 2023 il 28% della popolazione svizzera si diceva favorevole all’abbandono di monete e banconote, solo un anno dopo questa era scesa all’12,4%. Il contante è infatti sinonimo di autodeterminazione, tutela della sfera privata e accessibilità, senza dipendere dalla tecnologia o dall’energia elettrica. Non sorprende quindi che in Svizzera sia stata lanciata un’iniziativa popolare a sua difesa.
Differenze regionali e generazionali
E anche sull’abbandono generale del contante sono emerse differenze, sia regionali che generazionali. In questo senso, il 21,5% dei ticinesi si è detto favorevole mentre in Romandia e in Svizzera tedesca la percentuale è rispettivamente del 13% e del 9,8%. Per quanto riguarda, invece, le differenze tra fasce d’età, il sondaggio ha rilevato che più si è giovani più è facile che si rinuncia al contante. Tra i 18 e i 29 anni la percentuale è infatti del 15,8% a fronte del 6,2% fra gli over 60. Per il CEO di Philoro Svizzera – Christian Brenner – è quindi chiaro che «la questione del cinque centesimi e quella del contante vanno in direzioni diverse».
