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Constellation, un mese dopo: la cronistoria di una tragedia

La notte del dramma, le decisioni delle autorità, le polemiche, la dimensione (privata) del dolore e l'aspetto internazionale: ripercorriamo, data per data, quanto accaduto in queste ultime settimane
©VALENTIN FLAURAUD
Red. Online
01.02.2026 21:00

La notte del dramma, le decisioni delle autorità, le polemiche, la dimensione (privata) del dolore e l'aspetto pubblico della tragedia. Oggi, 1. febbraio 2026, è passato un mese dal rogo che ha devastato il Constellation, bar di Crans-Montana, costato la vita a 41 persone. Ripercorriamo, allora, in ordine cronologico i principali eventi che hanno caratterizzato queste ultime settimane.

1. gennaio 2026

Il Constellation, bar di Crans-Montana, viene devastato da un incendio. Dopo le prime, disperate chiamate di soccorso, viene immediatamente messo in atto un importante dispositivo di soccorso, che comprende 70 vigili del fuoco, 150 operatori sanitari, 13 elicotteri e 42 ambulanze. Le prime informazioni danno la misura della tragedia. Il primo bilancio ufficiale è pesantissimo: 40 morti, di cui 20 minorenni, e 116 feriti. «È una tragedia senza precedenti nel Vallese» dichiara il consigliere di Stato Stéphane Ganzer durante la prima conferenza stampa delle autorità vallesane. Il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, si reca a Crans-Montana. Viene avviata l'indagine e, con essa, il processo di identificazione dei corpi delle vittime e dei feriti.

2 gennaio

Le bandiere vengono esposte a mezz'asta su Palazzo federale, a Berna, per cinque giorni, in segno di lutto dopo la tragedia. Nel Vallese cominciano ad affluire le telecamere di tutto il mondo. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani si reca sul posto. Nel pomeriggio, durante una nuova conferenza stampa, la procuratrice generale del Vallese, Béatrice Pilloud, afferma che l'incendio sembrerebbe essere stato causato da candele incandescenti poste su bottiglie di champagne, avvicinate troppo al soffitto.

3 gennaio

Anche il consigliere federale Beat Jans si reca sul luogo della tragedia. Vengono rese note le prime identificazioni. Il Ministero pubblico vallesano annuncia l'apertura di un'indagine penale nei confronti dei due gestori del bar, Jacques e Jessica Moretti.

4 gennaio

Dopo una messa commemorativa a Crans-Montana, più di mille persone si recano sul luogo della tragedia per raccogliersi in preghiera e deporre fiori, candele e altri omaggi. Vengono identificate le quaranta vittime dell'incendio.

5 gennaio

Anche i 116 feriti vengono identificati.

6 gennaio

Le autorità di Crans-Montana ammettono, davanti alla stampa, che il bar Constellation non era più stato controllato dal 2020. L'assenza di scuse da parte del sindaco, Nicolas Féraud, suscita aspre critiche, in Svizzera come all'estero. A Sion, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider si reca in ospedale per esprimere la sua «gratitudine» al personale sanitario. Il Ministero pubblico annuncia che un pool di quattro procuratori, guidato da Catherine Seppey, si occuperà di questo caso dalle dimensioni straordinarie.

8 gennaio

La helpline attivata il 1. gennaio viene disattivata. In totale, sono state gestite 1.300 chiamate e 280 e-mail.

9 gennaio

I gestori del Constellation vengono ascoltati per la prima volta dalla giustizia vallesana in qualità di imputati. Jacques Moretti viene arrestato e posto in carcerazoine preventiva. Parallelamente, la Svizzera vive una giornata di lutto nazionale. A Martigny si tiene una cerimonia in onore delle vittime, alla quale partecipano circa 700 ospiti, tra cui 150 parenti delle vittime, funzionari e soccorritori. Sono presenti rappresentanti politici di una trentina di Stati e dell'Unione Europea, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente italiano Sergio Mattarella. Il comune di Crans-Montana presenta le sue scuse per la prima volta, attraverso la sua vice-sindaca Nicole Bonvin Clivaz.

12 gennaio

Il Tribunale delle misure coercitive del Vallese conferma la detenzione preventiva di Jacques Moretti. Il comune di Crans-Montana rinuncia a costituirsi parte civile nel processo.

13 gennaio

Jessica Moretti rimane in libertà, ma il Tribunale delle misure coercitive impone delle «misure sostitutive». La proprietaria del Constellation, in particolare, non può lasciare la Svizzera. Nei suoi confronti scatta anche l'obbligo di depositare tutti i suoi documenti d'identità e l'obbligo di presentarsi quotidianamente presso una stazione di polizia.

14 gennaio

Due settimane dopo l'incendio, il Vallese, come altri cantoni, vieta l'uso di articoli pirotecnici nei locali pubblici. Il Consiglio di Stato annuncia inoltre che concederà un aiuto finanziario urgente alle vittime dell'incendio.

15 gennaio

Papa Leone XIV riceve in udienza privata in Vaticano una ventina di parenti delle vittime dell'incendio.

18 gennaio

Parlando per la prima volta a diversi media, gli avvocati della coppia Moretti denunciano le «bugie» e le «fughe di notizie» relative alle indagini in corso. Affermano che i loro clienti sono «devastati» dal dramma.

20 e 21 gennaio

Jacques e Jessica Moretti vengono convocati per la seconda volta dal Ministero pubblico.

23 gennaio

Il Tribunale delle misure coercitive revoca la detenzione preventiva di Jacques Moretti. Al suo posto vengono disposte misure sostitutive, tra cui una cauzione di 200 mila franchi che è stata versata. La decisione scatena un caos mediatico-politico con l'Italia.

24 gennaio

L'Italia richiama il proprio ambasciatore in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, in segno di protesta contro la liberazione condizionata di Jacques Moretti.

27 gennaio

Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, riconosce in un'intervista concessa a Keystone-ATS che la mancata presentazione di scuse a nome del comune durante la conferenza stampa del 6 gennaio è stato un errore. Chiede perdono e si dice pronto ad assumersi le proprie responsabilità.

28 gennaio

Il Ministero pubblico del Vallese avvia un terzo procedimento penale contro un ex responsabile della sicurezza del comune di Crans-Montana.

29 gennaio

Secondo un'indiscrezione di RTS, confermata il giorno successivo da Keystone-ATS, tra gli imputati figura una quarta persona. Si tratta dell'attuale capo del servizio di sicurezza del comune dell'Haut-Plateau. Il Ministero pubblico vallesano, intanto, concede l'assistenza giudiziaria all'Italia nel caso, come comunicato dall'Ufficio federale di giustizia (UFG). D'ora in poi, il Ministero pubblico di Roma avrà accesso in particolare alle prove già raccolte.

1. febbraio

La data segna un mese dalla tragedia di Crans-Montana. Il comune, che da venerdì ospita la Coppa del Mondo di sci, prevede diversi momenti di raccoglimento, tra cui uno poco prima delle 11. Tutte le campane delle chiese suonano contemporaneamente nella località. Più tardi nella giornata, viene organizzata una veglia di preghiera nella Cattedrale di Sion. Arriva una notizia pesantissima, legata al 31 gennaio: un 18.enne svizzero ricoverato a Zurigo in seguito al rogo del Constellation è morto. Le vittime salgono a 41.

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