Il voto

Contraccezione, l’Europa a più velocità: in Svizzera la cassa malati non paga

Dopo il «sì» di Ginevra alla gratuità per tutta la popolazione, il confronto mostra sistemi diversi – Il comitato promotore dell'iniziativa: «Finalmente considerata per quello che è: una componente essenziale della salute pubblica, non un lusso»
© CdT/archivio
Red. Online
27.09.2026 17:15

Ginevra ha approvato con il 58,46% dei voti l’iniziativa per una contraccezione gratuita. Il principio riguarda tutte le persone residenti nel cantone, senza limiti di età o di reddito. Per renderlo operativo, il Consiglio di Stato dovrà ora preparare le basi legali. La gratuità è dunque universale nel principio, ma i criteri pratici — come l’organizzazione della distribuzione e le modalità di presa a carico — dovranno essere definiti nella fase attuativa. Il sì ginevrino rappresenta  il primo via libera popolare a una gratuità estesa a tutta la popolazione cantonale.

In Europa non esiste un solo modello

Dire che un Paese offre «la contraccezione gratuita» può voler dire cose diverse: accesso senza costi a un servizio pubblico, rimborso di alcuni metodi, oppure una misura riservata a una fascia d’età. L’Atlante europeo 2026 del Forum parlamentare europeo per i diritti sessuali e riproduttivi (EPF), che confronta 47 Paesi, valuta infatti anche consulenza e informazione, oltre alla copertura economica. Tra i Paesi con i punteggi complessivi più alti figurano Francia, Regno Unito, Portogallo, Lussemburgo e Belgio.

Nel Regno Unito il NHS offre servizi contraccettivi gratuiti e confidenziali, anche ai minori di 16 anni: è un modello pubblico ampio e di lunga data, sebbene non equivalga a rendere gratuito qualsiasi prodotto acquistato in un negozio o in farmacia. La Francia ha invece ampliato dal 2022 la gratuità alle persone sotto i 26 anni, dopo averla già prevista per le minorenni. La misura copre diversi metodi, fra cui pillola, spirale e cerotto, oltre alle prestazioni collegate. Ma non è stata la prima in Europa a introdurre forme di gratuità per i giovani: già nel 2021 venivano citati, fra gli altri, Belgio, Germania, Paesi Bassi e Norvegia per misure rivolte agli adolescenti. Le regole, le soglie anagrafiche e i metodi coperti variano da Paese a Paese. Anche la Germania ha una norma specifica: gli assicurati del sistema legale hanno diritto ai contraccettivi soggetti a prescrizione fino al compimento dei 22 anni. Non si tratta quindi di una gratuità universale per gli adulti. In Irlanda, un programma avviato per i giovani è stato progressivamente esteso e, secondo l’EPF, la copertura è arrivata fino ai 35 anni. In Austria, invece, l’offerta gratuita segnalata nel 2026 è un progetto pilota nel Vorarlberg, non una misura nazionale.

Il dato di fondo è dunque la frammentazione: in alcuni sistemi la contraccezione è accessibile attraverso il servizio sanitario pubblico; in altri il sostegno economico riguarda soprattutto i giovani o determinati prodotti. Per questo il sì ginevrino si distingue: l’iniziativa approvata non pone limiti di età o reddito, anche se modalità e tempi dipenderanno dalla legge d’applicazione.

Perché la cassa malati svizzera non rimborsa

In Svizzera l’assicurazione di base non rimborsa normalmente il costo dei contraccettivi utilizzati per evitare una gravidanza e il costo del metodo contraccettivo ricade di regola sulla persona che lo utilizza. Il problema non è una scelta del singolo assicuratore: la contraccezione ordinaria non figura fra le prestazioni coperte in modo generale dalla LAMal. L’EPF segnala l’assenza di un rimborso nazionale e di una copertura specifica per adolescenti o persone con redditi bassi.

Le proposte: da Berna a Neuchâtel, fino a Ginevra

Il tema è arrivato più volte anche a livello federale. La consigliera nazionale socialista Samira Marti, di Basilea Campagna, aveva presentato nel 2019 una proposta analoga, respinta dal Consiglio nazionale nell’estate del 2021. Nel marzo 2022 è tornata alla carica con una mozione per rendere gratuiti i contraccettivi agli under 25, preservativi compresi. Questi tentativi non hanno portato a una modifica della copertura nazionale prevista dalla LAMal.

A Neuchâtel, nel 2025 il Gran Consiglio ha accolto di stretta misura una mozione popolare che chiede di rendere gratuiti i contraccettivi per le persone sotto i 30 anni e incarica il governo di elaborare le basi legali. È un passo politico, non ancora un sistema di rimborso in vigore. Ginevra, oggi, è andata oltre: il popolo ha approvato una gratuità cantonale senza limiti di età o reddito, la cui applicazione dovrà ora essere definita.

Il comitato promotore dell’iniziativa: «Con questo voto, Ginevra colma parte del ritardo nell’accesso alla contraccezione e dimostra che una politica di salute pubblica può essere anche una politica di uguaglianza». E ancora: «Ginevra sceglie finalmente di considerare la contraccezione per quello che è: una componente essenziale della salute pubblica, non un lusso».