L'annuncio

Crans-Montana: 35 pazienti trasferiti in cliniche specializzate in Belgio, Germania, Francia e Italia

Ne dà notizia l'Ufficio federale della protezione della popolazione, specificando che la Confederazione ha richiesto supporto internazionale tramite il Meccanismo di protezione civile dell'UE
©Carlo Reguzzi
Red. Online
04.01.2026 15:35

Dopo il terribile incendio consumatosi al Constellation di Crans-Montana, nella notte di Capodanno, in una prima fase è stata garantita a tutti i feriti l’assistenza medica di primo soccorso negli ospedali svizzeri. A causa dell’elevato numero di pazienti con ustioni gravi, scrive oggi l'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP), le capacità disponibili in Svizzera si sono rivelate insufficienti per assicurare il miglior trattamento possibile a lungo termine. La Svizzera, leggiamo, «ha quindi richiesto supporto internazionale tramite il Meccanismo di protezione civile dell’UE, previsto per eventi straordinari di questo tipo. Considerata l’urgenza dei trasferimenti, è stato necessario prepararli e attuarli in tempi molto rapidi».

Nell’ambito del citato Meccanismo, il 2 e 3 gennaio scorsi «35 persone sono state trasferite verso cliniche specializzate in Europa». Nello specifico, 7 pazienti in Belgio, 7 in Germania, 15 in Francia e 6 in Italia. Due pazienti potranno probabilmente essere trasportati in Italia e uno in Francia nella giornata di oggi.

E ancora: «Sono stati trasferiti all’estero sia cittadini stranieri sia cittadini svizzeri. Per i pazienti svizzeri è stata data la priorità a strutture ospedaliere possibilmente vicine alla Svizzera. Sono state inoltre prese in considerazione anche la lingua parlata dai pazienti e gli eventuali legami familiari nel Paese di destinazione. I trasferimenti sono stati concordati con i familiari».

Per il trasporto dei pazienti, prosegue l'UFPP, «sono stati utilizzati aerei ed eliambulanze provenienti da Italia, Francia, Romania e Lussemburgo, nonché della Rega. A supporto degli ospedali in Svizzera e per il coordinamento dei trasferimenti, a Losanna e in Vallese sono state impiegate squadre mediche specializzate, le cosiddette Burn Assessment Teams, provenienti dalla Francia e dall’Italia. Le persone di contatto dell’European Emergency Response Coordination Center (ERCC) hanno lavorato a Berna presso la Centrale nazionale d’allarme».

La collaborazione con l’ERCC e con tutti i soccorritori internazionali «è stata fluida ed efficiente». Nell’ambito dei suoi compiti nella Rete nazionale per la medicina delle catastrofi (KATAMED), «la Centrale nazionale d’allarme rimane in stretto contatto con l’ERCC e continua a fornire supporto agli ospedali e alle autorità vallesane».

Numerosi Paesi hanno offerto il loro sostegno nell’ambito dell’UCPM. Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Svezia, Turchia e Ungheria hanno offerto posti di cura, trasporto aereo di pazienti e/o l’invio di squadre specializzate nel trattamento di ustioni.

Fino al 3 gennaio «è stato possibile effettuare la maggior parte dei trasferimenti urgenti richiesti dagli ospedali. Ulteriori trasporti e trasferimenti saranno gestiti tramite le strutture ordinarie. La possibilità di ricevere supporto tramite l’UCPM rimane valida per 90 giorni dalla richiesta. La Centrale nazionale d’allarme continua a gestire la situazione nazionale e le eventuali necessità nell’ambito della Rete nazionale per la medicina delle catastrofi».

La gestione di un afflusso massiccio di pazienti con gravi ustioni «è possibile solo grazie alla cooperazione internazionale ed è parte integrante dei piani europei di gestione delle catastrofi, che si basano su piani nazionali. In Svizzera è stato possibile applicare procedure già in fase di sviluppo nell’ambito della creazione della Rete nazionale per la medicina delle catastrofi».

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